Il Tirreno

Versilia

Perini consegna Perseus e punta sull’innovazione

di Donatella Francesconi
Perini consegna Perseus e punta sull’innovazione

La svalutazione del rublo ha fatto saltare il contratto con un armatore russo Ma l’azienda assicura: ci siamo e ci saremo. E lascia Ucina come gli altri big

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VIAREGGIO. Due super barche in dodici mesi ed in mezzo l’ “incidente” dovuto alla svalutazione del rublo che ha fatto saltare un contratto importante con un armatore russo. È bastato questo perché radio banchina riprendesse a “battere” la notizia di una crisi irreversibile per Perini Navi, leader nel mondo per la costruzione di yacht a vela. Ma Enrico Dell’Artino, amministratore delegato, risponde netto: «Perini c’è nel 2015, ci sarà nel 2016 ed anche negli anni successivi. Non c’è nessun cambio di strategia, anzi prevale la volontà di tornare a concentrarsi sul cuore della nostra produzione, che sono le barche a vela». Perini punta su design, stretta nei tempi di consegna (l’obiettivo è due anni dall’ordine), e per l’anno incorso investe «in marketing, eventi, promozione» delle due linee, la Racing e la Cruise (che ha “sfornato” il quarto sessanta metri). Uno dei quali è il Perseus terzo - appena consegnato - che monta l’imponente albero a carbonio, realizzato in collaborazione con la società “Future Fibres”, tra i più alti al mondo con i suoi 75,8 metri. Il sistema velico ha una dimensione complessiva di oltre 10.000 metri quadrati e la A2, una delle vele asimmetriche, con i suoi 2.602 metri quadri è la più grande vela del mondo.

«Certo - non nega Dell’Artino - lo stop al contratto con l’armatore russo ha creato problemi occupazionali e finanziari dai quali siamo certi di uscire». Soddisfatti, sull’altro versante, del fatturato in netta crescita del ramo refit dell’azienda, così come delle due navi a vela in costruzione a La Spezia: «Un trentotto metri da consegnare in autunno - spiega l’ingegnere - e un settanta che sarà pronto tra fine anno ed inizio 2016». Per quanto riguarda, invece, la sede di Viareggio c’era in cantiere un sessanta metri a vela - quello ordinato dall’armatore russo - che Perini sta rimettendo sul mercato, intenzionati a piazzarlo. In Turchia, infine, dal qualche mese è in fase di allestimento il quarto sessanta metri. Il piano di esuberi concordato con il sindacato resta valido fino ad aprile 2016, e quella metà di anno che verrà sarà il momento della verità: «Ma già stiamo lavorando al portafoglio ordini», annuncia l’amministratore delegato senza mollare di un centimetro la posizione di un’azienda che intende restare nel solco della sua storia di costruttori di mega yacht. Una storia condivisa con altri grandi marchi con sede proprio a Viareggio, tra i quali ci sono quelli che hanno consumato in queste settimane lo “strappo” con Confindustria nautica (Ucina): «Anche Perini è uscita dall’associazione - annuncia Dell’Artino al “Tirreno” -. Difenderemo il nostro mestiere di costruttori di mega yacht in altre forme e ben venga che ci siano attori che difendono la nostra nautica in sedi più importanti di Genova...».

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