Milano esalta Puccini Viareggio lo snobba
L’apertura di Expo 2015 caratterizzata dalla musica del Maestro e da Bocelli Ma a Torre del Lago non c’è un cartellone che annunci opere e date del 2015
Puccini come autore veramente universale. Questo il messaggio che arriva da Milano alla vigilia, si apre il primo maggio, dell’Expo. A Torre del Lago, invece, sul Belvedere non c’è un cartellone che annunci date e opere del Pucciniano 2015. Questo durante una Pasqua, e soprattutto una Pasquetta, dove bar e ristoranti sul lago hanno dovuto mandare via la gente. E non immaginiamo uno chiosco che annunci le opere, ma un semplice cartellone.,,
A Viareggio non c’è consapevolezza di quanto si prepari a Milano nel nome di Puccini. Che è stato scelto, rispetto a Verdi, per la sua immensa popolarità (e modernità) in Oriente, vero obbiettivo di Expò. intanto a Milano si aprirà una mostra dedicata al Maestro con una rassegna di documenti e disegni praticamente inediti che Puccini dedicò a Turandot.
Sono schizzi che escono fuori dall’archivio Ricordi, l’editore che per primo credette nel giovane musicista di belle speranze arrivato da Lucca a Milano.
La mostra sui disegni inediti è naturalmente solo un antipasto rispetto alla serata del Primo Maggio. La mattina il presidente della Repubblica Mattarella ed il premier Matteo Renzi apriranno l’Expo 2015. La sera la Scala metterà in scena Turandot. Un’edizione tutta particolare diretta da Riccardo Chailly, maestro pucciniano e con il finale scritto da Luciano Berio.
È noto che Turandot è l’ultima opera (incompiuta) non solo di Puccini ma della storia del melodramma tutto. Una forma d’arte definibile morta, ma che ai nostri occhi ha un grande pregio. È l’unica forma d’arte la cui lingua ufficiale è l’italiano. Lo ricordava sempre Paolo Grassi, a lungo sovrintendente della Scala dopo avere «inventato» anche il Piccolo Teatro di Milano.
Alla rappresentazione di Turandot è stata invitata Simonetta Puccini, nipote ed ultima erede del Maestro.
Alla Scala è stato invitato anche Andrea Bocelli. Il tenore che vive da almeno 20 anni a Forte dei Marmi, sarà il protagonista della vigilia di Expò. Infatti la sera del 30 aprile ci sarà un suo grande concerto (gratuito) in piazza del Duomo.
Bocelli è tenore pucciniano, a Milano canterà il Nessun Dorma, ovvero quello che è diventata l’aria d’opera più famosa al mondo. Quel Vincerò che potrebbe tranquillamente essere usato come inno nazionale, ben più – tanto per far un esempio – del coro del Nabucco, amato dai leghisti.
Bocelli forse non resterà per Turandot. Più probabile che torni subito a Vittoria Apuana. Incerta è anche la sua presenza, nel pomeriggio del 30 aprile, alla sfilata-celebrazione di Giorgio Armani. Lo stilista festeggia 40 anni della maison. Era il 1975 quando aprì la sua casa di mode – al tempo si chiamava così – insieme a Sergio Galeotti, il socio pietrasantino – compagno di vita e di lavoro – che aveva conosciuto nel 1966 alla Capannina di Forte. Quarant’anni di maison Armani, quasi 50 da quella conoscenza che ha cambiato la storia della nostra moda. Mezzo secolo fa, quando in Versilia veramente succedeva di tutto.
Di fronte a questi avvenimenti, che ci sfiorano, Viareggio langue nella sua pigrizia, nel suo lamentarsi, nel cupio dissolvi di una classe (non) dirigente.
A Torre del Lago però qualcosa sta cambiando. La Fondazione Simonetta Puccini ha acquistato nel 20013 l’ex ristorante Antonio e ora lo trasforma in un museo pucciniano. Ampliando così l’offerta della villa e del mausoleo del Maestro morto nel 1924 e sepolto sulla gronda del lago due anni dopo.Simonetta Puccini non vuole anticipare niente di quanto accadrà all’ex ristorante-hotel, ma i lavori sono già iniziati. Di certo da indiscrezioni della Fondazione della nipote del Maestro spunta un dato fenomenale. Nel corso di un anno i visitatori alla villa del Maestro sfiorano le 20 mila unità. Immaginiamo che nessun museo della provincia di Lucca (a pagamento) abbia lo stesso numero di presenze.
Eppure a Viareggio – vedasi lo scandalo della villa del Marco Polo chiusa – nessuno si rende conto di quanto valga il marchio Puccini. Almeno che Milano e l’Expo ci insegnino qualche cosa.
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