Il Tirreno

Versilia

Risonanza, l’Asl non dà nessun appuntamento

di Donatella Francesconi
Risonanza, l’Asl non dà nessun appuntamento

La denuncia del dirigente comunale Giulio Marlia: avrebbe dovuto sottoporsi all’esame entro dieci giorni ma dal Cup gli è stato risposto che era impossibile

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VIAREGGIO. Venti giorni passati a cercare il modo di ottenere una risonanza magnetica dall’ospedale Versilia senza riuscirci. Nonostante che il medico abbia barrato la casella B sulla prescrizione, che sta per "breve", ovvero entro dieci giorni.

A raccontare il viaggio nella sanità versiliese è Giulio Marlia, dirigente del Comune di Viareggio: «Al Centro di prenotazione della Asl mi sono sentito rispondere che non prendono appuntamenti. E non importa se la prescrizione porta la firma di un medico dell’ospedale Versilia». Per rendere possibile trovare un posto per l'esame diagnostico, il medico - così Marlia racconta che gli è stato spiegato - «avrebbe dovuto barrare la casella U, come urgente. E telefonare personalmente nel reparto di radiologia».

Al paziente non è stata offerta la possibilità di eseguire una risonanza in un'altra Asl di Area Vasta. Eppure, quando il nuovo sistema organizzativo della sanità toscana è nato, con il Piano sanitario regionale 2002-2004, lo scopo era «studiare al'interno delle Aree vaste la domanda dei cittadini residenti e fornire una risposta complessiva a qualsiasi bisogno sanitario attraverso la costituzione di percorsi assistenziali integrati a cui devono concorrere i professionisti di tutte le aziende delle rispettive aree».

Ma al Cup dell'Azienda sanitaria locale Versilia - ed il "Tirreno" lo ha più volte segnalato raccogliendo le testimonianze dei cittadini - nessuno offre la possibilità di eseguire in altre aziende sanitarie visite ed esami per i quali vi sia lunga lista d'attesa.

«Il cittadino che abbia bisogno di una risonanza - fa i conti Marlia - invece dei sessanta euro di ticket si trova a pagarne al privato dai 130 agli oltre 200 euro. Senza parlare del fatto che, data l'impossibilità di usufruire delle prestazioni del Sistema sanitario nazionale, si ritrovano a dover pagare anche coloro che sono esenti dal ticket, magari perché hanno una patologia di tipo tumorale».

Va anche ricordato che per intervenire efficacemente sulle liste di attesa molteplici sono state, negli anni, le azioni messe a punto a livello nazionale e dalla Regione Toscana e recepite dalle Aziende sanitarie. Tra le più recenti, la deliberazione della Giunta regionale 493/2011 ed il Decreto regionale 2735/2012 che ha definito specifici criteri di priorità di accesso per le prestazioni diagnostiche di Tac, Risonanza, Ecocolordoppler vascolare. Evidentemente, però, qualcosa ancora non funziona come da previsioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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