Il Tirreno

Versilia

Remorini torna alla sbarra Rischia un nuovo processo

di Matteo Tuccini
Remorini torna alla sbarra Rischia un nuovo processo

È accusato di aver fatto un colpo in banca in Emilia assieme a due complici Intanto si attende l’appello della condanna a 38 anni per le donne scomparse

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VIAREGGIO. Massimo Remorini, il commerciante viareggino condannato a 38 anni per la vicenda delle due donne scomparse (e mai più ritrovate) da Torre del Lago, rischia di finire di nuovo a processo. Questa volta con l’accusa di rapina in concorso.

Il 10 aprile, infatti, è stata fissata l’udienza preliminare in Emilia per il colpo alla filiale di Imola della Banca di Romagna. Una rapina commessa il 17 febbraio del 2014, nella città in provincia di Bologna, che fruttò 37.000 euro. E per cui furono arrestati, esattamente un anno fa, Remorini e Francesco Giuseppe Indorato, originario di Catania.

Secondo un’indagine portata avanti da polizia e carabinieri, Remorini avrebbe compiuto la rapina assieme a Indorato e a un altro complice (anche lui finito sotto accusa assieme a due presunti fiancheggiatori) Nel corso dell’inchiesta, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche, gli inquirenti hanno ipotizzato che Remorini e Indorato stessero progettando un altro colpo. Da qui la richiesta degli inquirenti - accolta dal giudice - di far finire in carcere Remorini. Il commerciante è stato, poi, scarcerato due mesi dopo. Ora è sottoposto all’obbligo di firma.

Il 10 aprile, dunque, il giudice dell’udienza preliminare dovrà decidere se rinviare a giudizio Remorini, oppure proscioglierlo dall’accusa. Non è escluso, però, che si vada a un rinvio dell’udienza.

Nel frattempo si attende la fissazione dell’appello per il caso delle donne scomparse. A luglio dell’anno scorso Remorini è stato condannato, come detto, a 38 anni. Secondo i giudici della Corte d’Assise di Lucca, è stato lui a uccidere l’80enne Maddalena Semeraro: non direttamente, ma accettando il fatto che potesse morire nella roulotte in via dei Lecci, dove la donna era stata segregata assieme alla figlia Velia Carmazzi, 59 anni. Per cui, invece, il tribunale non ha riconosciuto l’omicidio. Anche se è stato Remorini- sempre secondo i giudici - a far sparire i due cadaveri dopo aver dato loro fuoco. Per Remorini - che è stato condannato anche per soppressione di cadavere, sequestro di persona, truffa e circonvenzione di incapace - il pubblico ministero Sara Polino aveva chiesto l’ergastolo.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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