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Rosai si «confronta» con Viani alla Gamc

Rosai si «confronta» con Viani alla Gamc

Per gli appassionati è aperta fino a domenica la mostra su «La grande guerra» a villa Argentina

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VIAREGGIO. Una mostra da non mancare se anche Pasqua fosse brutta come ieri.

Nella sala Viani della Gamc è aperta la mostra dei cartoni Campagna toscana e Case di Villamagna realizzati da Ottone Rosai per la stazione dì Santa Maria Novella di Firenze.

Le opere, in prestito dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sono esposte di fronte ai grandi dipinti realizzati da Viani per la stazione di Viareggio. Due grandi autori del Novecento a confronti i quali, con le loro produzioni, hanno celebrato l’italianità attraverso la narrazione della civiltà contadina e del mondo del lavoro.

L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione dell’opera di Lorenzo Viani e del corpus di opere di proprietà del Comune di Viareggio, la raccolta pubblica più importante dell’artista. In questo periodo la figura di Viani è messa in risalto in tre esposizioni importanti; la grande mostra organizzata per l’Expo 2015 da Banca Intesa a Milano alle Gallerie d’Italia dedicata alla Grande Guerra (1 aprile – 23 agosto), per l’evento la GAMC ha prestato la Benedizione dei morti del mare, la mostra L’Europa in guerra. Tracce del secolo breve che si tiene presso la Sala delle Marangonerie, Castello Buon Consiglio e Museo di Storia di Trento (18 aprile – 6 settembre),, dove sono esposti: Esodo, Quota sul Carso, Soldato, Soldato, donna e bambina, Un ferito. Infine l’opera L’innocente – Vittima dell’aeroplano (Madre con bambino morto) esposta nella mostra La grande Guerra di Lorenzo Viani (fino al 12 aprile) a Villa Argentina.

Lorenzo Viani e Ottone Rosai Grandi opere per le stazioni ferroviarie di Viareggio e di Firenze Santa Maria Novella

«Sono molte le analogie di Rosai con Viani” - scrive Mario de Micheli ne Le avanguardie artistiche del Novecento - “Come Viani egli ebbe, sin dall’inizio, sin da quando nel 1911 eseguì l’acquarello del Teppista, una posizione polemica e rivoltosa , che si esprimeva con un brusco rifiuto delle tendenze ufficiali e riformiste. Tranne una brevissima parentesi futurista intorno al ’13, l’itinerario della sua arte è sempre stata strettamente connesso alla ricerca espressiva delle immagini della sua terra e della sua gente, quella che gremisce i più popolari quartieri fiorentini: una ricerca d’espressione nuda, senza vezzi, che Rosai conduceva, casomai guardando i primitivi Toscani, così asciutti ed essenziali, così scarniti”.

“Ottone Rosai alla Gamc”

1° settembre – 30 giugno

dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30

1 luglio - 31 agosto

dal martedì alla domenica dalle ore 18 alle 23

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