Il Tirreno

Versilia

La poesia di Breschi trionfa nelle foto in mostra in Cittadella

La poesia di Breschi trionfa nelle foto in mostra in Cittadella

Paglianti narra l’orrore e la purezza immortalando un carro destinato a restare nella storia della manifestazione

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VIAREGGIO. Venti scatti selezionati e lavorati con grandissima cura in mezzo a tantissimi altri. Quattromiladuecento per la precisione. Per ciascuno una parola che è un’idea e insieme qualcosa di fisico, di materiale. La ballerina è lì di fronte a noi e il mostro la assale: è “Aggressione”. La danzatrice bianca guarda il mostro, alza il braccio al cielo, si ribella: ecco “Sfida”.

Parole, titoli che sono immagini, colore e emozione. Quella che il fotografo e giornalista Roberto Paglianti riesce sapientemente a trasmettere nella mostra che in questi giorni è allestita nell’hangar del carrista Massimo Breschi alla Cittadella del Carnevale.

Una mostra che porta il titolo del carro, “Quello che non vorrei vedere”, interamente dedicata alla costruzione di prima categoria che Breschi ha realizzato per il Carnevale 2015 e che ha conquistato non solo la vittoria ma il pubblico tutto della manifestazione e anche il fotografo viareggino.

«Ero al primo corso di Carnevale come fotografo del Tirreno e da subito - racconta Paglianti - sono rimasto impressionato dal carro di Breschi, una costruzione fotogenica in modo straordinario. Non solo: sono convinto che questo carro sarà epocale, verrà ricordato negli annali della manifestazione: ha infranto un muro è un'innovazione, è un teatro a cielo aperto».

Lo stile delle grandi fotografie in mostra è quello che caratterizza Paglianti: lo scatto “parla” con estrema precisione e la mano dell’artista-fotografo definisce, sottolinea, nasconde, esalta con la luce, il colore (quando c’è ma anche quando non c’è).

Ma stavolta il fotografo viareggino ci regala qualche cosa di più anche grazie al soggetto che ha scelto. Se infatti per Breschi è stato difficile affrontare il tema della sua costruzione - la violenza contro i minori - e se è vero che il costruttore è stato bravissimo nel farlo, possiamo dire con certezza che è stato altrettanto complesso e dai risultati eccezionali il lavoro di Paglianti che racconta con la fotografia le emozioni suscitate dalla costruzione. Immagini dove la meraviglia e la purezza confinano con l’orrore e la paura.

«L’idea di una mostra alla Cittadella è nata per caso - conclude Paglianti - durante la manifestazione ho studiato bene la costruzione di Breschi e alla fine mi sono accorto gli aver realizzato ben 4200 foto solo di quel carro. L’ho confidato a Breschi quando, il giorno dopo la vittoria sono stato da lui all’hangar per congratularmi. Ed è stato lui ad offrirmi la possibilità di esporre nel suo capannone, accanto al carro».

Valentina Landucci

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