Sicurezza
Gaia “sfratta” l’ufficio turistico a Tonfano
Accordo con il Comune per l’affitto di diciannove anni Polemiche a Marina e dal centrodestra
PIETRASANTA. Una locazione, lunga 19 anni, che fa discutere quella che vede protagonisti il Comune, proprietario dell’immobile oggetto della transazione e Gaia, nel ruolo appunto di locatario. A suscitare perplessità, non solo nel centrodestra che rilancia la polemica, ma anche dalle parti di Marina di Pietrasanta, la decisione dell’amministrazione Lombardi di mettere a disposizione della società che gestisce il servizio idrico sul territorio, fino al 2034, i 400 mq dell’edificio con vista su via Donizetti. Edificio che Gaia già occupa oggi, per la verità, anche se da questa operazione avrà in ulteriore dote l’attuale sede dell‘Ufficio di informazioni turistiche. Che, a partire dal prossimo anno, a spese proprio di Gaia dovrà quindi emigrare altrove, in un altro angolo di Tonfano.
«Il Comune farà pagare a Gaia un affitto annuo di 53mila euro – attacca Alberto Giovannetti, coordinatore di Forza Italia - già 19 anni sono troppi, ma non possiamo ignorare che questo stesso immobile poteva essere oggetto di cambio di destinazione e andare a gara, consentendo al Comune, e quindi alla cittadinanza, di poter ottenere un importo annuale molto più significativo. Un esempio: i locali dell’ex Amici Miei sono stati locati dal Comune a 60 mila euro annuali per una durata massima di soli 3 anni. Ma c’è un altro aspetto – continua Giovannetti – di cui bisogna tenere conto: l'amministrazione paga a Gaia la cifra di 300mila euro più Iva, quindi circa 366mila euro, per spese di adeguamento dell'edificio. In 19 anni l'amministrazione comunale incasserà, alla fine, 660mila euro complessive: una cifra ridicola vista la potenzialità dell’ oggetto e la sua collocazione logistica. Un modo di procedere incomprensibile anche perché stiamo parlando di Gaia che in questi ultimi mesi si è soprattutto fatta notare per le vicende conseguenti all’emergenza-tallilo. Lombardi vada a spiegare questa sua scelta alla gente che ha bevuto acqua avvelenata non si sa ancora se per mesi o per anni, per capire cosa ne pensano e se condividono il suo modo di procedere. La verità è che questo accordo, al di là dell’opportunità o meno per la questione tallio , dimostra ancora una volta lo scarso interesse di Lombardi&co per lo sviluppo di Marina». (l.b.)
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