Sicurezza
Frosini: Dinelli poteva essere pagato
L’ex presidente della Viareggio Porto consegnò al liquidatore Ventura 440.000 euro in contanti
VIAREGGIO. A Fabiano Frosini, ultimo presidente della Viareggio Porto, il commissario Romeo ed il liquidatore Falzone hanno di recente contestato, pubblicamente, di non aver ancora consegnato tutto ciò che è necessario ad avere chiaro lo stato patrimoniale dell’azienda pubblica. Frosini replica così: «In data 3 febbraio scorso è stata consegnata la situazione economica-patrimoniale per il passaggio di consegne nella quale sono registrati tutti fatti aziendali al 31 dicembre 2014. Ad eccezione delle note a integrazione e rettifica relative alla redazione del bilancio. Bilancio redatto nei termini di legge per l'approvazione da parte dei soci e trasmesso il 30 marzo 2015».
Per il resto della complicatissima vicenda, parla Enrico Marzaduri, legale di Frosini: «Il 5 dicembre 2014 il creditore Dinelli notificava un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo che veniva prontamente comunicato alla liquidatrice in pectore, Arabella Ventura. Il termine per l’opposizione andava a scadere il successivo 14 gennaio 2015». Quando Ventura entra in carica, il primo gennaio 2015, «all’ingegner Frosini veniva richiesto di conferire il mandato a difendere la società all’avvocato Paolo Oliva del Foro di Pisa, il quale si è occupato di gestire il contenzioso con Dinelli dal 16 dicembre 2014». E non solo. Perché - continua l’avvocato Marzaduri - «Frosini consegnava alla dottoressa Ventura la somma liquida di oltre 444.000 euro. Tale denaro era più che sufficiente a far fronte al credito di Dinelli e ad altri pagamenti imminenti». Dunque, «la Viareggio patrimonio poteva gestire una liquidazione in piena sicurezza del patrimonio aziendale». Ciò si imponeva - conclude il legale di Frosini - «anche in ragione del fatto che le concessioni portuali (aventi un valore di almeno dieci milioni euro) sarebbero state revocate in caso di procedura concorsuale».
Su questo punto specifico si esprimono i revisori dei conti del Comune che intervengono sul parere dei colleghi della società pubblica: l’ipotesi che preservare la valenza delle concessioni avrebbe garantito il mantenimento del valore economico dell’azienda e della partecipazione nella società «non appare conforme al dettato normativo sul Codice della navigazione. Poiché l’articolo 46 non permette nelle concessioni a titolo oneroso e comunque per atti tra i vivi, l’automatico sub ingresso nelle concessioni, il cui rilascio resta sempre nella discrezionalità dell’autorità concedente». (d.f.)
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