Il Tirreno

Versilia

VA TROVATA L’ALTERNATIVA A SOLE E MARE

di CORRADO BENZIO

di CORRADO BENZIO Come era bella e viva la Versilia quando non c’erano i voli low cost, i B&B nel Chianti, il Frecciarossa che ti porta ad Amalfi in 3 ore da Firenze. Quando in Maremma c’era la...

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di CORRADO BENZIO

Come era bella e viva la Versilia quando non c’erano i voli low cost, i B&B nel Chianti, il Frecciarossa che ti porta ad Amalfi in 3 ore da Firenze. Quando in Maremma c’era la malaria e a Montalcino ci mettevi 7 ore e più per arrivarci da Milano. E lasciando perdere Sharm, Monastir e Rodi.

Come era bello il mondo del turismo senza concorrenza. O comunque quando le alternative a Forte e Portofino, Viareggio e Riccione, erano solo per i ricchi che potevano volare a Parigi spendendo solo di aereo le 6 o 700 mila lire di un tempo.

La Versilia – come la Romagna e la Liguria, località di turismo cosiddetto maturo – si trova a combattere non solo con il brutto tempo. Ma anche con la mancanza di alternative (vere) al sole e al mare. Con eventi che trascinino gente sulla Riviera, oltre la spiaggia d’or. Tutto qui, ed è già moltissimo.

Invece lardelliamo luglio e agosto di eventi oltre ogni limite, e poi ci troviamo vuoti ad aprile e maggio. E non è neppure un problema di soldi. I dati li calcolò anni fa Manrico Nicolai: i 7 comuni della Versilia spendono per cultura e spettacoli oltre 10 milioni di euro l’anno. Una follia totale: perchè alla fine l’unico vero nome che attira gli stranieri si chiama Puccini. Il resto va in mille rivoli e dieci doppioni. Come i festival in cento ville: Versiliana e Bertelli, Mediceo e Gori. E per fortuna che villa Borbone ha sospeso quasi tutto, vista la crisi di Viareggio. Come i 3 (o quattro) presunti, molto presunti, festival del cinema.

Neanche nei giorni, recenti, in cui tutti i Comuni erano in mano al Pd, si è riusciti ad organizzare un calendario unico. O almeno una comunicazione unica. Morta l’Apt, non esiste più una persona che si occupi di Rai e Mediaset e si va tutti in ordine sparso. Eppure le eccellenze ci sono. Pensiamo alle 6 stelle Michelin che la Versilia mette in campo nella ristorazione. Oppure alla presenza dei migliori macellai, pasticceri, pizzaioli e pesciai d’Italia. Ma anche qui come sopra: abbiamo 4 o 5 festivalini gastronomici, ma nessuna vera kermesse che porti gente da oltre Appennino e da sud dell’Ombrone.

Discorsi vecchi, certo. Ma oggi hotel, ristoranti, bagni non riescono più a fare fronte a mutui e fidi, spesso tenuti in piedi solo dalle banche. E allora ci sgomenta una cosa: che fra i 6-7 candidati a Viareggio nessuno abbia ancora presentato un’idea per svoltare verso il futuro.

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