Il Tirreno

Versilia

Surfisti salvano sei turisti stranieri in mare

Gabriele Noli
Surfisti salvano sei turisti stranieri in mare

Due episodi in due giorni sulla spiaggia di Lido di Camaiore: i ragazzi, tutti tedeschi, hanno rischiato di affogare

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LIDO DI CAMAIORE. Come ogni anno, quando l’estate non è ancora cominciata, ci ritroviamo a raccontare di tragedie avvenute o, nel migliore dei casi, sfiorate a causa dell’incoscienza di chi si avventura in acqua senza adeguata preparazione e incurante delle condizioni del mare. Non ha fatto eccezione il periodo di Pasqua: in appena due giorni Luca Palla ha salvato ben sei ragazzini che rischiavano di annegare nelle acque di Lido.

Luca è un personaggio conosciutissimo in zona: in molti ricorderanno la sua impresa titanica, la “Thyrrenian Gladiator”, un viaggio dalla Versilia a Santa Marinella con sup, bici e corsa. È tornato a far parlare di sé per il suo coraggio. Giovedì voleva concedersi un’ora di puro relax, cavalcando le onde, la sua grande passione. Poco distanti, due adolescenti tedeschi, non riuscivano a stare a galla. Si sarebbe potuto verificare il peggio, senza il suo intervento.

Venerdì all’ora di pranzo, la stessa scena. I ragazzini stavolta erano quattro, non due. Grazie all’amico Lorenzo Venturini, pure lui surfista, altro salvataggio. Ancor più complesso, se possibile. «È un problema che si verifica prima di ogni estate - racconta Luca, che ha il brevetto da bagnino ma che non fa della sorveglianza in spiaggia la sua professione - dalla Germania arrivano pullman stracolmi di turisti, molti dei quali ragazzi, che non vedono l’ora di far il bagno in mare. Mi domando: cosa succederebbe se non ci fossimo noi surfisti a salvarli?» Quesito intelligente, quello che si pone Luca Palla. «Il nostro fondale non è come quello di Livorno, profondo già in prossimità della riva – spiega - la costa della Versilia è molto più pericolosa, perché in qualsiasi punto si possono formare delle buche che diventano pericolosissime per chi non è esperto. All’estero vengono apposti cartelli che fungono da segnalazione, da noi, invece, nemmeno l’ombra».

Spiegare a voce a questi ragazzi i rischi a cui sono andati precedentemente incontro, non è semplice. «Io parlo italiano, inglese, francese e spagnolo, ma non il tedesco. Loro non possono capirmi, mi ringraziano e scappano via terrorizzati. Si legge la paura nei loro occhi».

Prevenzione diventa inevitabilmente la parola d’ordine. «Bisogna sensibilizzare i turisti. I responsabili delle comitive, prima dell’arrivo in Versilia, devono esporre specialmente ai più giovani le problematiche legate al mare e al suo fondale». Ma non solo. «Sapendo che il servizio dei bagnini dura soltanto nei mesi estivi, ritengo che sarebbe utile il presidio delle spiagge da parte della Capitaneria. In questo modo si eviterebbero anche altri problemi quali spaccio e furti, sempre all’ordine del giorno. Un servizio a beneficio della comunità».

 

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