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Versilia

Società partecipate: così ancora non va

Società partecipate: così ancora non va

Mover, Centro congressi, Viareggio Patrimonio, Fondazione Pucciniano passate in rassegna

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VIAREGGIO. Società partecipate passate in rassegna dai revisori dei conti del Comune, nel rapporto con quel bilancio dell’Ente pubblico del quale vanno oggi a fare parte. Oggi che questa partita entra nel vivo, vale la pena di riassumere il quadro fatti dai revisori nell’analisi che il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo si è trovato in mano nell’affrontare i conti del Comune post dissesto. Nel confronto con l’ultima analisi della situazione (verbale del 30 marzo scorso).

Pagina dopo pagina si apprende che per quanto riguarda Mover (il Comune socio pubblico, il gruppo Del Pistoia socio privato) - è il primo lavoro dei revisori - «la rilevante differenza dell poste contabili» presenti nei bilanci della società e del Comune «autorizza a credere che si faccia chiarezza per conoscere quali siano i motivi che hanno condotto a risultati difformi». È stata sanata, oggi, quella che i revisori definiscono «difformità»?

Non va meglio con la Viareggio Versilia Congressi, che vede un vero e proprio braccio di ferro con i revisori del Comune ed ancora attende di conoscere dall’amministrazione commissariale se avviare o meno la stagione estiva alle porte: «La società, peraltro in liquidazione, svolge prevalentemente attività commerciale (gestione di stabilimento balneare) in violazione delle norme di legge vigenti. Il Collegio si è espresso ripetutamente circa la necessità di concludere la liquidazione». A distanza di qualche mese da queste valutazioni, i revisori oggi - a manifestazioni di interessa acquisite per la vendita della società - così si esprimono: «Qualunque sia lo stato di conservazione temporaneo, per la vocazioni turistica di Viareggio, il Palazzo dei congressi si ritiene non possa perdere la propria originaria destinazione pubblica».

La Viareggio Patrimonio è oggi in liquidazione e dunque lo scenario è rapidamente mutato dall’analisi dei revisori. I quali, però, raccomandavano la separazione dell’attività strumentale della società (gestione delle entrate tributarie) da quella di servizio pubblico locale «per consentire la conoscenza di dati ed elementi distinti ed utili ad affermare l’economicità e l’efficienza delle rispettive gestioni». Oggi questo diventa un problema dei liquidatori che dovranno anche prendere tutte le decisioni del caso in materia di patrimonio della società. Sapendo che i revisori del Comune così la pensano: «Gli immobili dell’emergenza abitativa conservano la destinazione pubblica per soddisfare una delle funzioni in ambito sociale più rilevante».

Per quanto riguarda la Fondazione Festival Pucciniano rimane a tutt’oggi aperta la vicenda della patrimonializzazione che la Fondazione attende da un paio di anni e che dovrebbe essere la salvezza del bilancio che deve essere approvato. I revisori contestano la legittimità del conferimento dei beni anche basandosi sul fatto che la delibera 39 del consiglio comunale del 23 dicembre 2013 «non è stata sottoposta al parere preventivo del Collegio». (d.f.)

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