La manifestazione
Perde il figlio in un incidente rischia di essere processata
Chiesto il rinvio a giudizio per la madre del bimbo di diciotto mesi che fu schiacciato da una macchina nel parcheggio di una casa famiglia a Stiava. Imputata anche la donna che era alla guida della vettura
MASSAROSA. Ha perso un figlio di diciotto mesi in un incidente, adesso per quella tragedia rischia di essere processata. Sarà il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Lucca Riccardo Nerucci a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal sostituto procuratore della Repubblica Piero Capizzoto nei confronti della madre del bambino che il 29 settembre dell’anno scorso venne travolto e ucciso da una macchina che stava facendo manovra all’interno del parcheggio della casa famiglia Sonrisa a Stiava di Massarosa. L’accusa ipotizzata dal pubblico ministero è di omessa vigilanza.
Richiesta di rinvio a giudizio anche per la donna che era alla guida della Dacia che ha investito il piccolo. Per lei l'imputazione al vaglio del gup è di omicidio colposo.
L'incidente, come detto, avvenne nella casa famiglia dove la madre insieme al bambino aveva trovato rifugio fuggendo da un passato di violenze. Per tutelare l'identità della donna - sottoposta a un regime di protezione - sui giornali non è mai stato - e neanche stavolta sarà - pubblicato il nome del bambino.
Accadde tutto in un attimo, poco dopo le 9 di mattina quando una dipendente della struttura che ospita donne e bambini in difficoltà salì a bordo di una Dacia Lodigy per accompagnare a Massarosa una madre e suo figlio, entrambi ospiti della struttura.
A pochi metri da dove era parcheggiata l’automobile stava giocando il bimbo di appena diciotto mesi e poco distante da lui c’era la madre.
Proprio mentre quest’ultima rientrava in casa, la dipendente della struttura facendo manovra, senza accorgersene, investì il bimbo con la parte anteriore dell’autovettura. Né la donna al volante né i suoi due passeggeri (madre e figlio) si accorsero di quanto stava succedendo e proseguirono il tragitto fino al centro di Massarosa. Qui una telefonata li avvertì della tragedia: il corpo senza vita del piccolo era stato scoperto dopo pochi minuti da un’altra dipendente della casa famiglia che gridando richiamò fuori dalla casa la madre che si trovò di fronte al corpo senza vita del suo bambino.
Una tragedia spaventosa, che ha ucciso un bimbo e distrutto la vita di sua mamma, ma anche un fatto su cui l’amministrazione della giustizia deve - per legge - compiere un’indagine e una valutazione. L’inchiesta, obbligatoria, è stata condotta dalla procura della repubblica raccogliendo testimonianze, ricostruendone la dinamica, cercando di riscontrare eventuali responsabilità. Al termine di questo difficile lavoro, il pubblico ministero Piero Capizzoto ha ritenuto di dover chiedere il rinvio a giudizio, oltre che per la conducente della macchina che ha travolto il bambino, anche della madre che si era momentaneamente allontanata da lui.
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