Il Tirreno

Versilia

Viareggio: imprenditore a processo dopo la denuncia del presidente della Misericordia

di Matteo Tuccini
Viareggio: imprenditore a processo dopo la denuncia del presidente della Misericordia

La confraternita appalta i lavori di ristrutturazione dell'istituto per l'infanzia De Sortis a un’azienda edile: ma sui pagamenti nasce un giallo con presunti timbri e firme falsi. Il legale del costruttore: equivoco che sarà chiarito

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. I lavori di rifacimento dell’istituto per l’infanzia De Sortis al Varignano, appaltati dalla Misericordia a un’azienda edile, fanno nascere un giallo. Con tanto di accuse su presunti timbri e firme falsi per avere dei soldi. E dopo una denuncia contro ignoti fatta dal presidente della Misericordia Roberto Monciatti, l’imprenditore Claudio Puccinelli - titolare dell’azienda - viene rinviato a giudizio per truffa e falso.

La vicenda si sviluppa tra il 2010 e il 2011. Come detto, la Misericordia ha dato il via a un progetto di rifacimento del De Sortis, che viene affidato all’impresa Habitat di Lido di Camaiore. Il cui titolare è il noto costruttore Puccinelli. Per i lavori viene aperto un conto all’istituto Credem, dove dovrebbero transitare i circa 300.000 euro necessari per la ristrutturazione (che poi ne arriverà a costare quasi 400.000).

Il problema nasce quando l’Habitat va a riscuotere i soldi dalla banca con la formula della cessione di credito. Questo meccanismo, frequente nell’edilizia, consente al costruttore di riscuotere con rapidità il denaro dalla banca, anziché dal committente pagatore. La banca, a cui appunto viene ceduto il credito, va poi a rivalersi con il committente dei lavori. In questo caso, la Misericordia. Ed è quello che succede nell’affare De Sortis.

Quando, nell’aprile 2011, la Credem si rivolge alla Confraternita per le prime tranche di pagamento - una fattura di circa 58.000 euro e un’altra di 113.000 emesse dall’azienda Habitat in base alla formula della cessione di credito - si sente rispondere da via Cavallotti che non era stata autorizzata alcuna procedura di questo genere. E quando a Monciatti vengono mostrati i documenti con timbri e firme di esponenti della Misericordia, che erano stati presentati dall’Habitat a supporto della richiesta di riscossione, scatta la denuncia. La Misericordia, infatti, disconosce quei timbri e quelle firme. Ritenendoli non autentici.

La Procura, perciò, avvia un’inchiesta. Al termine della quale chiede e ottiene il rinvio a giudizio di Puccinelli, accusato di truffa e falso. Che nel frattempo - secondo quanto afferma il suo avvocato difensore Gabriele Parrini - ha riscosso solo una parte (60.000 euro) dell’importo previsto. Lo stesso avvocato Parrini ritiene che «si tratti di una vicenda paradossale frutto di un equivoco. Siamo convinti che al processo sarà fatta chiarezza: Puccinelli non ha commesso quanto gli è stato contestato». Dopo l’udienza del 25 marzo scorso, in cui sono stati ascoltati i testimoni del pm - due dipendenti della Credem - la prossima è in programma il 24 aprile. La difesa chiederà una perizia calligrafica sulle firme e sui timbri finiti sotto accusa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini