Gioco
Viareggio, daino investito muore dissanguato
Travolto da un'auto sull'Aurelia a Torre del Lago, resta per oltre due ore in mezzo alla strada. La polemica: "Poteva essere salvato"
VIAREGGIO. Ha agonizzato per quasi due ore, senza che i rintracciasse qualcuno che poteva soccorrerlo. È morto dissanguato il daino investito da un'auto martedì 31 (intorno alle 21,30) sull’Aurelia alla Bufalina, appena fuori da Torre del Lago. Alla fine è stato rintracciato un veterinario privato, a Pisa, che si è reso disponibile a mettere fine alle sofferenze dell’animale che dal medico è stato trasportato a bordo di un’auto privata.
Sul posto, oltre ai carabinieri, il personale del servizio “Recupero fauna selvatica” ed i cittadini che si sono fermati per dare una mano a rintracciare il luogo dove portare l’animale ferito che - sono le testimonianza arrivate in diretta al “Tirreno” - poteva essere salvato.
Ed invece è morto dissanguato mentre gli umani intorno a lui tentavano di contattare tutti i numeri di telefono possibili. Compreso quel 118 dell’Asl che si occupa però solo di esseri umani, ma che qualcuno potrebbe dotare dei recapiti per le emergenze degli animali, sempre che sul territorio (la Bufalina è già competenza di Pisa) esistano.
È una storia che ha commosso tutti, quella del daino agonizzante per ore, che ripropone la questione dei pericoli che corrono gli animali del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli nel tratto che va da Viareggio a Migliarino, dove non ci sono recinzioni, e dei rischi per gli esseri umani che percorrano la strada attraversata da daini e cinghiali che possono causare, visto quanto pesano, incidenti anche gravi come già accaduto.
Possibile che si possa lasciare libera circolazione agli animali che l’Ente Parco ha il compito di tutelare come il resto della risorsa naturale? E di chi è la responsabilità del maltrattamento evidente che il daino investito ha subito vista la sorte al quale è stato esposto?
Quesiti che si sommano ai tanti aperti a proposito del Parco nella zona versiliese: oltre ai cumuli di rifiuti nelle pinete, all’incuria, l’insicurezza, ci sono le aziende (una di vernici, ma anche un impianto di compostaggio pubblico-privato), i campeggi che hanno tentato di allargarsi fermati dalla Procura, i locali della Movida che premono per potersi trasformare in case-vacanza. In uno scenario che tende sempre più a “mangiarsi” il concetto di parco naturale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
