Toscana
Strada inaugurata un anno fa ma la fogna non funziona ancora
Proteste in via Fondacci per i liquami che escono dai tombini: l’impianto pubblico c’è ma manca il collaudo
MASSAROSA. È passato esattamente un anno dall’inaugurazione di via Fondacci nel cuore dell’area produttiva di Montramito a Massarosa. Un’inaugurazione in pompa magna, come si usa dire in questi casi, anche perché la campagna elettorale a Massarosa era agli sgoccioli e dare visibilità agli investimenti fatti sul territorio è prassi consolidata a ridosso del voto.
C’erano tutti: Comune, Provincia, Regione per raccontare come, con tre milioni di euro di risorse pubbliche, l’area fosse finalmente diventata un fiore all’occhiello per Massarosa e un motivo di vanto: nuovo e ampio manto stradale fonoassorbente, illuminazione a basso consumo, finalmente le fognature, marciapiedi e parcheggi e sotto la carreggiata uno speciale condotto tecnologico ispezionabile .
Un anno dopo dai tombini di via Fondacci escono liquami. E la problematica, segnalata ampiamente a Gaia e al Comune, non è ancora stata risolta. Il motivo è semplice: le fognature ci sono ma non sono state collaudate, le utenze – cioè le imprese che si affacciano su via Fondacci – non possono allacciarsi. Il vecchio sistema di depurazione, le fosse biologiche, non sembra più in grado di far fronte alle esigenze delle aziende della zona - almeno alcune di esse - costrette, praticamente con cadenza settimanale, a far intervenire l’autospurgo per svuotarle. Disagi, cattivi odori e pessima immagine dalla zona da un lato. Costi alle stelle per la depurazione “fai da te” delle imprese dall’altro. E c’è chi ha deciso di denunciare pubblicamente la situazione.
A farsi portavoce della situazione di via Fondacci, è la società Navionics che racconta le tappe del disagio, le segnalazioni fatte nel tempo, i costi che il mancato collaudo della fognatura ha comportato e sta comportando.
Navionics non è un marchio qualunque, è un “numero uno” nel mercato della cartografia nautica, un vanto per la Versilia - Massarosa in particolare - che ne ospita la sede. Sede di fronte alla quale si accumula l’acqua nera e maleodorante delle fogne. Non un bel biglietto da visita per l’azienda né per l’intero territorio. I tentativi di risolvere la questione senza denunce pubbliche, c’è da dire, c’erano stati. Nel maggio del 2014 Navionics chiede a Gaia di avere una data certa per la fine dei lavori sulla fognatura e il collaudo. Ma Gaia non è in grado di fornire alcuna indicazione. A settembre è lo stesso Ceo di Navionics, FRancesco Pezzana, in rappresentanza del Condomino via Fondacci, a scrivere al sindaco di Massarosa Franco Mungai, facendo presente che l’azienda è pronta a investire sull’ampliamento della fossa biologica evidentemente non più in grado di funzionare a dovere, con costi elevatissimi per lo spurgo, ma per decidere se spendere altro denaro avrebbe gradito conoscere la tempistica dell’allaccio alla fognatura pubblica. Risposta? «Dal Comune – fa sapere Lucia Viani, operatons agent della società – non abbiamo saputo nulla».
Sono passati altri mesi. Le spese di spurgo non sono certo diminuite: «Siamo a 4000 euro – continua Viani – da settembre ad oggi». E l’area produttiva a basso imbatto ambientale, così come era stata presentata all’inaugurazione, pare che invece faccia acqua (nera) da tutte le parti.
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