Sicurezza
Prostituta massacrata, ora ha un nome
Aveva 45 anni e viveva a Empoli la nigeriana uccisa a coltellate. Caccia al killer: le ipotesi dello squilibrato o del balordo
VIAREGGIO. Si parte dal corpo della vittima per cercare spunti utili a incastrare il suo assassino. Stamani è fissata l’autopsia di Iriagbonse Eghianruwa, domiciliata a Empoli in via Chiarugi, 45 anni, massacrata con una decina di coltellate tra le 11 e le 12,30 di martedì nella pineta della Bufalina tra Vecchiano e Torre del Lago. Era conosciuta come “Grazia” tra le amiche e “colleghe” o come la “Nera” dagli automobilisti che erano soliti percorrere la via Aurelia Sud. Una pendolare del sesso a pagamento. Arrivava in treno fino a Pisa e poi prendeva il pullman per giungere alla Bufalina. All’identità i carabinieri del nucleo investigativo, guidati dal capitano, Michele Cataneo, sono arrivati attraverso il passaporto nigeriano. La donna, in passato fermata più volte e fotosegnalata, aveva fornito diversi alias alle forze dell’ordine. Identità che andavano verificate e che hanno richiesto tempo agli investigatori, i quali hanno già contattato una sorellastra che vive in via Fermi, sempre a Empoli.
Le tracce. Il medico legale, Alessandro Bassi Luciani, martedì sera ha eseguito un tampone sui polpastrelli della donna per acquisire eventuali tracce nascoste sotto le unghie. Poi ha proceduto alla rilevazione delle impronte digitali attraverso l’inchiostro. Le unghie potrebbero restituire eventuali brandelli di epidermide nel caso in cui la prostituta avesse reagito graffiando il suo carnefice mentre le vibrava le coltellate - 3 all’addome e 7 sulla schiena - alcune superficiali e altre più profonde. Sulle braccia non ci sono segni di colluttazione. L’altro elemento su cui potrà essere avviate una comparazione genetica con i Dna disponibili potrà essere attinto dal tampone che stamani sarà eseguito nelle parti intime della donna. Quando è stata trovata per caso dalla turista tedesca finita in pineta per fare i propri bisogni, era nuda dalla vita in giù. Le mutandine sfilate potrebbero essere il segno di un rapporto sessuale consumato. Ma solo il tampone potrà dire se sono presenti sostanze organiche di quello che di lì a poco, dopo aver fatto sesso con la donna, ha sferrato i fendenti mortali. La borsa era vicino al corpo e il portafogli al suo interno è stato trovato vuoto e senza documenti. Due le ipotesi degli investigatori: “Grazia” non si era portata dietro soldi proprio per non diventare un bersaglio per i rapinatori e a quell’ora non aveva ancora incontrato clienti; l’assassino ha preso le banconote dopo averla ammazzata.
I timori. Le due amiche che lavorano lungo l’Aurelia Sud, a qualche centinaio di metri di distanza dal luogo dell’omicidio, hanno riferito di una preoccupazione recente della nigeriana. Uno straniero, un tipo strano, che da una quindicina di giorni passava davanti alla sua piazzola e la spaventava.
L’omicida. Dieci coltellate possono sembrare tante e far supporre un accanimento gratuito. Nella casistica del genere la frequenza dei colpi viene ritenuta nella “norma” per un omicidio che per contesto e protagonisti esula dall’ambiente della criminalità organizzata. Il profilo del killer è ancora in divenire. La furia scaricata a suon di coltellate sul corpo martoriato della nigeriana potrebbe dare credito alla figura di uno squilibrato. Il sesso e la rapina, tentata o conclusa, potrebbero essere stati il pretesto per cercare un effetto scatenante deflagrato nell’omicidio. L’alternativa è il movente dei soldi, per quanto sia difficile credere che una prostituta nigeriana avesse in borsa chissà quali risorse alle 11 del mattino. A dispetto di un’esistenza ai margini, “Grazia” - che lavorava per mantenere due figli - era conosciuta per il suo carattere tranquillo e per quanto possibile pure giocoso. Gli automobilisti abituati a percorrere la via dove la donna aspettava i clienti su una sedia di plastica, spesso la vedevano ballare. Era un modo per richiamare l’attenzione e invitare gli uomini a farsi avanti per un incontro sessuale in pineta. Tra quei cespugli, circondati dai resti di rapporti fugaci, dove l’hanno ammazzata senza pietà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
