Italia
Rubava all’anziana: condannata badante di Camaiore
Aveva trafugato opere d’arte di Fattori, Levy e Chini dalla villa di Viareggio dove prestava servizio. I quadri erano poi stati rivenduti
CAMAIORE. Una badante di 35 anni, originaria di Camaiore, è stata condannata a due anni e sei mesi per furto aggravato commesso nella villa di Viareggio dove prestava assistenza a un’anziana (poi deceduta).
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La badante, Cinzia Marchi, era finita a processo con l’accusa di aver trafugato quadri di Galileo Chini, Moses Levy, Giovanni Fattori e Plinio Nomellini, oltre che gioielli, per un valore totale di 250.000 euro. I quadri erano stati poi venduti a gallerie d’arte, i cui titolari sono stati a loro volta indagati per ricettazione.
Il furto fu commesso nell’estate del 2011. La villa era quella di una pensionata vedova di un noto dirigente di banca: un collezionista di opere d’arte, che nel corso della sua vita era riuscito a impreziosire la sua bellissima abitazione in via Da Vinci a Viareggio con opere di artisti del calibro di Chini, Fattori, Levy e Nomellini. Artisti grandi in sé, ma qui molto amati anche per quel legame speciale con Viareggio e la Versilia che ha contraddistinto la loro vita e il loro percorso artistico.
Quando le tele di questi grandi sparirono dalle pareti, le figlie della pensionata - che si accorsero anche della mancanza di alcuni gioielli dalla cassaforte - si rivolsero alla polizia. Che fece scattare le indagini. All’inizio gli inquirenti pensarono a un furto commesso da professionisti del settore, visto il calibro delle opere rubate. Ma la mancanza di segni di effrazione, e il fatto che l’allarme non fosse mai suonato per eventuali intrusioni notturne da parte di malviventi, spedirono gli investigatori sulla pista interna.
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L’anziana era accudita da tre persone, ma è su una in particolare che la polizia concentrò i sospetti. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe stata la frequentazione di alcuni Compro oro a far drizzare le antenne ai poliziotti. La badante su cui si era concentrata l’attenzione degli inquirenti, perciò, venne indagata a piede libero. E nel corso di una perquisizione nella sua casa di Camaiore la polizia recuperò parte dei gioielli e dell’argenteria rubati, oltre che un duplicato della chiave della cassaforte.
E i quadri? Gli inquirenti riuscirono a recuperarne una parte, in particolare una tela di Fattori che pare fosse il pezzo più pregiato della collezione. Mentre altre tele non sono state recuperate. La badante, al termine dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elena Leone, è stata rinviata a giudizio. E dopo aver chiesto il rito abbreviato, è stata condannata dal tribunale di Lucca a due anni e sei mesi di carcere più 600 euro di multa.
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