Sicurezza
Valentina vola in cielo sulle note di Vasco Rossi
La contradaiola di Seravezza morta a 25 anni per una malattia era una grande fan del cantautore citato anche dal parroco durante la cerimonia funebre
SERAVEZZA. «Sei andata al massimo e ci hai dimostrato a tutti come si fa ad andarci. Allora, dovunque tu sia adesso, vai al massimo». Con queste parole - citando Vasco Rossi - Don Roberto ha concluso l’orazione funebre di Valentina Buselli, la musicista di 25 anni della contrada della Lucertola scomparsa a causa di una grave malattia.
Tantissime persone si sono ritrovate davanti alla chiesa di Ripa per dare l’ultimo saluto a Valentina. Tutti in cerchio intorno al feretro. Tanti erano anche i volti tesi, soprattutto quelli dei contradaioli, mescolati tra la gente con i colori delle tute di contrada. Con le bandiere in mano, appoggiate a terra, trattenevano a stento la commozione. Ma c’era da sforzarsi, per mantenere l’ultimo desiderio di Valentina: non piangere.
«È difficile trovare parole che possano consolarci, darci conforto e sostegno» ha detto Don Roberto dall’alto del sagrato della chiesa, mentre le chiarine e le tamburine di tutte le contrade gli facevano da sfondo. Valentina aveva lasciato scritto che solo loro dovevano vestirsi, come fossero stati in gara o al Palio dei Micci. Perché lei dal 2009 era una chiarina della Lucertola, e quella era diventata una sua seconda famiglia.
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«Fino in fondo Valentina ha combattuto e ha dimostrato tanta forza – ha aggiunto Don Roberto – a testimonianza, e per dirci, che oggi non dobbiamo starcene qui musoni, ma dobbiamo continuare il nostro cammino. Sembra che la malattia abbia avuto la meglio, ma questo messaggio non può portacelo più via». Finita la messa, l’emozione ha prevalso. La rabbia e i nodi in gola hanno lasciato spazio ad un finale toccante. Prima il ricordo vero, quello degli amici di contrada, letto da una compagna della Lucertola. Poche righe in cui è emerso il carattere di Valentina: solare, divertente, anche un po’ cocciuta, e sempre disponibile per i suoi amici. Infine il momento più emozionante, in cui sono saliti i brividi e sono scese le lacrime.
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Tutti abbracciati, ad ascoltare “Sally”, di Vasco Rossi, per l’ultima volta insieme a Valentina. E poi l’ultimo viaggio, al quale hanno dato il via le 8 contrade del Palio di Querceta, al suono delle chiarine e dei tamburi, verso il cimitero di Strettoia.
«Un saluto che mette il nodo in gola e ce la strige - ha commentato Don Roberto che ha riservato anche una parola ai genitori di Valentina, Silvia e Giorgio. «Quei colori che sabato sera erano al Palazzetto per le Canzonette, e oggi sono uniti per un altro motivo, chiamati a camminare insieme per darci coraggio e forza e dire ai familiari che non sono soli».
Al funerale di Valentina non sono mancate le istituzioni: era presente tutta la Pro Loco di Querceta con il Presidente Franco Burroni in testa, e il sindaco di Seravezza Ettore Neri, amico di famiglia. Oltre agli ex compagni di scuola elementare di Strettoia, che per primi sono saliti sul sagrato della chiesa per abbracciare tutti insieme i genitori di Valentina. Mentre i palloncini rosso verdi, lasciati andare in aria da tutti i contradaioli, erano già liberi nel cielo.
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