Il dolore
Il Ponte dedica il trionfo a Nardini e ai giovani
Antonio Maggio: «Aver regalato questa gioia ai contradaioli non ha prezzo» Classifica “corta” per gli avversari: solo un punto tra il secondo e il quarto posto
QUERCETA. Era dal lontano 1984 che il Ponte non alzava nuovamente al cielo la Lira, l'ambito premio conferito alla contrada vincitrice del Miccio Canterino: dal 1969 a quella magica serata di 31 anni fa i colori rossoblù avevano trionfato sul palco del Festival per ben cinque volte, poi da allora più niente se non alcuni piazzamenti sul podio (l'ultimo, il terzo posto conquistato da Bianca Atzei nel 2014).
Questo fino a quando sabato sera il ventiseienne pugliese Antonio Maggio ha esaudito le preghiere di generazioni intere di contradaioli di Vaiana: 110 punti per lui conquistati dalle giurie nel corso delle due serate di gara, ben 10 lunghezze in più della principale inseguitrice (la versiliese Giulia Mutti per il Ranocchio) nella corsa alla Lira.
Un vantaggio schiacciante, specialmente visto il photo-finish con cui si è delineato il resto del podio (con contrade ravvicinatissime, separate in classifica da non più di mezzo punto), che tuttavia ha rispecchiato in larga parte le preferenze già evidenziate dal pubblico: se da un lato il quarto posto di Karima e del rapper Antony Niespolo (Lucertola) ha infatti sorpreso la platea, niente c'è stato da ridire sul primo posto conquistato dal cantautore rossoblù che con il suo brano pieno di frizzante ironia, leggero ma particolarmente orecchiabile, unito alla sua interpretazione sul palco ha saputo conquistare il cuore dei giurati ma anche dei tanti spettatori (non solo del Ponte) presenti al palazzetto nei tre appuntamenti della kermesse.
«Se Sanremo Giovani nel 2013 fu un mio successo personale - ha dichiarato lo stesso Maggio, una volta libero dall'abbraccio euforico dei contradaioli in festa sul palco - questa è stata certamente la vittoria di tutta questa gente. Io nell'84 nemmeno ero nato, per cui quest'anno mi sono trovato caricato di una responsabilità enorme che non mi aspettavo: trentuno anni senza vittorie sono tantissimi e adesso la soddisfazione di aver regalato questa particolare gioia ai contradaioli del Ponte per me non ha veramente prezzo».
«Ormai sono legato strettamente a questa contrada - ammette il cantautore - da quando sei anni fa debuttai su questo palco con l'Aram Quartet mi sono sempre tenuto in contatto con Vinicio Giannelli e gli altri dirigenti del gruppo, perciò mi hanno accolto tutti calorosamente anche quest’anno. Sono felice che abbia vinto questa canzone: è ironica, divertente, un po’ come anche io guardo alle difficoltà della vita. Serviva in questa Versilia che è stata duramente colpita dal maltempo: quando sono arrivato quasi non credevo ai miei occhi nel vedere tutti quegli alberi a terra.
«Progetti futuri? Nel 2016 lancerò un nuovo disco - dichiara Maggio - e dal prossimo mese ripartirò in tour: qui sicuramente tornerò anche solo per far visita ai miei contradaioli».
Indescrivibile anche la gioia del presidente del Ponte Riccardo Giannelli, che lo scorso ottobre aveva addirittura vagliato la possibilità di ritirarsi dalla carica. «Ora mi riterranno un portafortuna, per cui rimarrò presidente a vita - scherza il numero uno rossoblù - questa vittoria è enormemente significativa per noi perché nell'84, che io vissi da semplice contradaiolo, erano solo tre anni che mancavamo il primo posto. Stavolta invece l'attesa è stata davvero lunga. Per questa Lira avrei una doppia dedica: in primo luogo al mio amico e mentore Giuseppe Nardini, scomparso tre anni fa ma immortale pilastro della nostra contrada; e poi a tutti quei ragazzi del Ponte, come mia figlia Veronica, nati nel 1985. Non hanno potuto godersela 31 anni fa, perciò la vittoria quest'anno è tutta per loro».
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