Sicurezza
Sistema degli incentivi: ora i dipendenti parlano
La testimonianza: soldi in più in busta paga ma se chiedevi per quale progetto la risposta era l’invito a non fare domande e accontentarsi del denaro
VIAREGGIO. «In busta paga ti ritrovavi delle cifre legate agli incentivi alla progettazione ma per cosa non lo sapevi»: parlano i dipendenti comunali, alla luce dell’indagine dei carabinieri di Lucca. Indagini nelle cui carte è dipanato un vero e proprio sistema che gli inquirenti descrivono finalizzato alla «spartizione e distribuzione del denaro pubblico con modalità illecite». Testimonianza pesante, quella raccolta dal “Tirreno” in questi giorni, ora che tutti i “vasi” sono stati aperti dal vento di legalità che da qualche tempo, a partire dal porto, attraversa la città: «Quando andavi a chiedere conto dell'opera alla quale la quota di incentivo in busta paga era riferita, ti sentivi rispondere di farti gli affari tuoi, di non fare domande, di accontentarti del fatto che ti mettevano i soldi sullo stipendio». Percentuali e cifre molto variabili, nella complessa rete di rapporti al terzo piano del Municipio, con un'unica costante: accettare senza fare domande. Ed un’unica certezza: che nel silenzio gli ingranaggi del sistema avrebbero continuato a “macinare” progettazioni.
Non sarà per caso che Luciano Cimbolini, ispettore del ministero dell’economia che ha scovato in Municipio qualche pagina di illeciti oggi all’attenzione della Procura di Lucca, nella sua relazione scrive: «Ancora oggi ha effetti sull’amministrazione della città come si è gestita la distribuzione degli incentivi per i lavori pubblici». Effetti nei quali l’indagine dei carabinieri individua un vero e proprio "modus operandi" per cui «i progettisti esterni si fanno carico di tutta la progettazione accettando di formalizzare l'acquisizione di un incarico parziale, integrabile con ulteriori incarichi o soluzioni di problematiche emergenti in corso d'opera». Un equilibrio perfetto, tra i vantaggi economici dei progettisti interni e di quelli esterni al Comune. In violazione - si legge nelle carte dell’Arma - del dettato normativo così sintetizzato: «Il fulcro od il principio che delinea il confine tra incentivazione interna e limitazione delle assegnazioni esterne di progettazione è dettato dalla “ratio” secondo cui l’incentivo alla progettazione ha lo scopo di valorizzare il personale interno alle amministrazioni e preservare le finanze pubbliche». Ovvero il denaro dei cittadini.
A Viareggio, nel corso di più amministrazioni, non solo si è abbondato in progettazioni esterne alle quali faceva da contraltare l’altrettanto moltiplicarsi di progettazioni interne. Ma, per quanto riguarda gli incarichi esterni - raccontano i dipendenti comunali - «c’erano professionisti assolutamente benvenuti ed altri esclusi». Tanto che i nomi che ricorrono, carte alla mano, sono sempre gli stessi di anno in anno, per importi da milioni di euro. Finiti, in qualche caso, nelle tasche di personaggi “sbarcati” a Viareggio con un carico di precedenti di giustizia. E sul cui conto - per quanto riguarda i lavori pagati e non fatti - l’inchiesta dei carabinieri molto materiale ha messo insieme, anche in questo caso grazie al fatto di aver saputo conquistarsi la preziosa collaborazione di alcuni dipendenti. Chi resta escluso - questa la fotografia tracciata da chi ha deciso di parlare - non ha possibilità alcuna di rientrare tra i progettisti esterni. Neppure se si propone gratuitamente.
È il dicembre 2013 quando l'amministrazione Betti, con l’assessore Laura Servetti, sospende il Regolamento comunale per la ripartizione del fondo costituito per la redazione di progetti del settore lavori pubblici/verde pubblico e atti di pianificazione. Sospensione motivata a partire dal fatto che è assente nel Regolamento comunale qualunque collegamento tra l'importo incentivate e le caratteristiche dell'opera, poiché l'incentivo è sempre determinato nella misura del 2% di un'opera o di un lavoro». E si torna alla testimonianza in apertura di questo articolo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
