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Versilia

«Il presidente Mattarella ci riceva»

«Il presidente Mattarella ci riceva»

La richiesta al Quirinale dei familiari delle vittime della strage di Viareggio

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VIAREGGIO. A pochi mesi dall’insediamento al Quirinale del presidente della Repubblica Mattarella, i familiari delle vittime della strage di Viareggio tornano a chiedere quell’incontro mai concesso dal predecessore, Napolitano. «Trentadue famiglie - ricorda Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, che riunisce i familiari delle vittime - vivono nel dolore continuo e inguaribile e, per tutti noi e per Viareggio, niente sarà più come prima».

Insieme ai familiari delle troppe stragi italiane impunite - ricorda Rombi nella lettera inviata - «abbiamo costituito il Coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo” che riunisce “Il mondo che vorrei”, le mamme della Tyssen Krupp (Torino), l’associazione ”Casa dello studente” (L’Aquila), Moby Prince (Livorno), le troppe morti di ethernit a Casale Monferrato, il Comitato Matteo Valenti Viareggio, Scuola Salvemini di Casalecchio di Reno Bologna , Vito Scafidi Torino, Scuola San Giuliano di Puglia ed altri. Affinché il nostro grido di dolore, la nostra voglia di giustizia siano più forti ed arrivino anche a voi che decidete della nostra vita».

Lo Stato - ricorda Rombi - «in questi ultimi anni, ci ha inflitto continue umiliazioni. Si è disinteressato della sorte dei suoi cittadini, non li ha protetti, li ha lasciati soli. Come associazione abbiamo chiesto più volte al presidente Napolitano di riceverci per raccontare cosa siamo costretti a vivere e subire ogni giorno. Ma niente, aveva altre cose a cui pensare. Abbiamo chiesto anche al presidente del consiglio Renzi, di darci ascolto: niente. Solo silenzio… un assordante silenzio. Abbiamo ascoltato con molta attenzione il suo discorso di insediamento e per questo le diciamo: non ci respinga, non ci ignori, ci guardi negli occhi. È urgente che ci ascolti, perché in questo lungo e doloroso percorso dell’iter processuale incombe fortemente lo spettro della prescrizione!»

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