Sicurezza
Belluomini (ex Prc) si schiera con Del Ghingaro
VIAREGGIO. Vorrebbe «un Doge» ad amministrare Viareggio: è l’opinione di Bruno Belluomini, architetto, ex consigliere comunale di Rifondazione. Che argomenta: «Un Doge, scelto al di fuori della...
VIAREGGIO. Vorrebbe «un Doge» ad amministrare Viareggio: è l’opinione di Bruno Belluomini, architetto, ex consigliere comunale di Rifondazione. Che argomenta: «Un Doge, scelto al di fuori della comunità viareggina, in modo che non vi abbia né parenti né interessi né amicizie. E così, come nella Repubblica veneta, dovrebbe stare al comando per un tempo determinato, che non gli consenta di fare amicizie, affari o stringere rapporti pericolosi o, ancora peggio, creare “delfini” per il prosieguo di attività più o meno lecite. Forse sarebbe meglio che provenisse addirittura da un'altra regione: ma vista la situazione viareggina credo vada bene anche un cittadino di Capannori». Belluomini, dunque, con il candidato sindaco Giorgio Del Ghingaro (lista civica omonima e lista “Viareggio tornerà bellissima”.
«Viareggio - continua l’architetto che ha a lungo lavorato anche per il Consorzio Etruria - si avvale del titolo di città ma non è altro che un paesotto che ha vissuto e cerca di vivere sulla rendita prodotta dai nonni, dove interessi trasversali attraversano l'intero asse costituzionale e non solo, dove è presente una massoneria anch'essa trasversale e dove la cultura, che una volta ne faceva da padrona, è oggi ridotta al ruolo di Cenerentola della Provincia».
A Luca Poletti (Pd e lista “Viva Viareggio Viva”) Belluomini dice: «La prima cosa che un politico deve fare è l'autocritica. Vorrei ricordargli che gli ultimi diciassette anni Viareggio è stato governato dal Pd (cinque con Costa, dieci con Marcucci e due con Betti). Difficilmente uno come Lunardini sarebbe riuscito a fare tutti questi disastri economici in soli due anni».
Entrambi i candidati - conclude il professionista - «infine parlano di approvazione urgente e necessaria del Regolamento urbanistico. Ma io vi chiedo: come è possibile approvare un Regolamento urbanistico in attuazione di un Piano strutturale ormai vecchio di venti anni?». E, per chiudere, un consiglio a Del Ghingaro: «Valutare bene le persone che lo stanno circondando o che lo circonderanno e prestare attenzione ai grilli parlanti».
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