Sicurezza
Stazzema, l’Antro del Corchia rischia di finire ai privati
Il Comune dismette la società pubblica che lo ha gestito. Il sindaco Maurizio Verona: "Non smetteremo di valorizzarlo"
STAZZEMA. Lo spettacolare patrimonio naturale dell’Antro del Corchia, con le sue affascinanti stalattiti e stalagmiti che prendono la forma di guardiani e boschi incantati - nel tragitto di circa un chilometro visitabile ai turisti, degli oltre 60 - rischia di finire nelle mani dei privati. Potrebbe essere questa la conseguenza dalla dismissione, da parte del comune di Stazzema come capofila, della società pubblica che gestisce l’Antro, situato all’interno del massiccio roccioso del Corchia, sopra il paese di Levigliani.
In molti non sanno - o non ricordano - che l’Antro è gestito da una società pubblica (Antro del Corchia Srl) costituita al 47,5% dal comune di Stazzema, il 47,5% dal Parco delle Apuane, e il 5% da Forte dei Marmi. Che ha affidato a sua volta la gestione alla Coop Sviluppo e Futuro di Levigliani. Oggi, a distanza di circa 15 anni dall’apertura dell’Antro, per il quale comune Parco e Regione investirono più di un milione di euro, la società pubblica rischia di scomparire. Nonostante investimenti pubblici importanti (a cui vanno aggiunti circa 200 mila euro in un parcheggio per gli autobus). Senza considerare che Parco e Comuni non avrebbero più voce in capitolo sulla gestione di un bene inestimabile, che è stato fondamentale perché il Parco delle Alpi Apuane avesse il riconoscimento Unesco che lo ha inserito nella Rete Globale e Europea dei Geoparchi.
Veniamo all’aspetto tecnico. A dare il via a questa operazione sarà Stazzema. Il 31 marzo porterà in consiglio comunale l’”Approvazione piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate”. Che include anche la Società Antro del Corchia, e lo farà anche a nome di Forte e del Parco. «Non siamo noi intenzionati a dismettere la società pubblica – ha spiegato il sindaco Maurizio Verona - ma c’è una legge dello Stato che dice di dismettere le società partecipate, laddove ci siano più amministratori che dipendenti». In realtà la finanziaria 2015 non prevederebbe un obbligo. Ma soltanto dei criteri indicativi. Tant’è che non sono previste sanzioni, dalla Legge 190 del 23 dicembre 2014 (finanziaria 2015). Tuttavia l’ente pubblico nel piano operativo, in caso in cui venga meno a queste indicazioni, è obbligato a darne dettagliate giustificazioni alla Corte dei Conti. Ad esempio se si tratta di una società strategica.
E quella dell’Antro sarebbe di questo tipo, secondo il consigliere di minoranza di Stazzema Gian Piero Lorenzoni, che definisce la dismissione «una scelta politica scellerata». «È uno dei principali vettori turistici di Stazzema - dice Lorenzoni - Si parte da un presupposto falso: non è previsto un obbligo normativo. Il sindaco Verona si dovrebbe vergognare di ritenere una realtà come l’Antro del Corchia, e tutto quello che muove e ha mosso in 14 anni, inutile e quindi come società da dismettere. Ci interesserebbe sapere quali sono le vere ragioni dello scioglimento?». Intanto, secondo le ipotesi che circolano, sarebbe proprio la Coop Sviluppo e Futuro di Levigliani a subentrare; ci sarebbero già trattative in corso.
Mentre il sindaco di Stazzema si è detto però sereno sul futuro della grotta turistica. Che ovviamente, al di là della gestione, rimarrà un bene demaniale, come tutti questi tipi di patrimoni naturali. «Sul futuro dell’Antro ne discuteremo nel nostro gruppo consiliare. La grotta – assicura Verona - continuerà ad essere gestita anche meglio di prima, con un aumento del numero dei visitatori. Valuteremo la formula migliore per valorizzare l’Antro del Corchia».
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