Gioco
Sfida a tre per la vittoria al Festival del Miccio
Lucertola, Ponte e Leon d’Oro sembrano i favoriti dell’edizione 2015 Burroni: «Il livello delle canzoni è alto, aspettiamo il verdetto della giuria»
QUERCETA. Chi vincerà questo 58esimo Miccio Canterino? È questa la domanda che impazza in tutti gli ambienti delle contrade: chi tra gli otto contendenti in gara che nelle scorse due serate hanno calcato il palcoscenico del palasport di Vittoria Apuana riuscirà ad aggiudicarsi l'ambita e prestigiosa Lira d'Oro realizzata dall'artista Simona Gabrielli?
Mai come quest'anno il toto-vincitore è complesso. Se infatti un anno fa già dopo la prima serata era diventato virale sui social network il video della reunion notturna in piazza a Querceta di tantissimi contradaioli (appartenenti anche a più contrade diverse) che insieme a Povia cantavano a squarciagola il brano del Leon d'Oro che poi di fatto ha trovato anche il riscontro favorevole della giuria risultando vincitore, quest'edizione del Festival ancora manca del suo cantante favorito per la vittoria finale. Questo ovviamente non vuole certo essere un demerito al livello canoro della manifestazione, tutt'altro: è proprio l'alto livello della competizione di quest'anno a rendere il Festival 2015 così eccezionale ed avvincente sotto il profilo della competizione.
«Di sicuro questo crescendo è un qualcosa che ci fa particolarmente piacere - dichiara il presidente Pro Loco Franco Burroni - al di là di quello che si poteva temere alla vigilia, vista la crisi e l'esigenza materiale di tirare un po' al risparmio, le contrade non si sono smentite e hanno regalato a tutto il pubblico del Palio degli interpreti eccezionali. Non vorrei davvero essere nei panni della giuria, perché secondo me la gara sarà davvero dura quest'anno. La canzone favorita? Penso proprio che stavolta non se ne possa parlare: tutte hanno gli ingredienti giusti per colpire e affascinare spettatori e giurati - commenta Burroni - per cui non resta altro che aspettare col fiato sospeso l'apertura delle buste che avverrà questa sera».
Se però non c'è un singolo brano destinato alla vittoria, tra le otto canzoni in gara si può (non senza qualche sforzo) cercare quantomeno di restringere il cerchio: nonostante tutto resta comunque ben nutrito il gruppo di quelle che, anche a parere del pubblico che ieri e nella serata inaugurale ha ascoltato la doppia esibizione degli interpreti, potrebbero aggiudicarsi il primo posto. Sicuramente ha impressionato il ritmo incalzante del rap (una novità sul palco del Miccio) di Antony Niespolo unito alla calda voce di Karima che arricchiscono il commovente brano della Lucertola dedicato all'ex presidente Gino Bresciani (scomparso pochi mesi fa). Altrettanto ha colpito l'attenzione del pubblico l'interpretazione un ironica e personale di Antonio Maggio che certo fa ben sperare i contradaioli del Ponte (che non vince la Lira dal 1984), così come la new entry Syria, con la sua vocalità unica nel suo genere, tiene in auge il sogno del Leon d'Oro di mettere a segno una doppietta dopo il successo del 2014. Infine, molti del pubblico sono rimasti piacevolmente sorpresi dalle performance della versiliese Giulia Mutti (Ranocchio) e dell'ex Quasimodo Lorenzo Campani (Pozzo) che hanno saputo emozionare con la grinta dimostrata sul palco; ma se si cercano di seguire le sensazioni della platea, non meno consensi ricevono anche Matteo Becucci (Madonnina), Silvia Barbieri (Cervia) e Davide de Marinis (Quercia).
Per dirla come la conduttrice Sara Chiarei «mentre a Sanremo talvolta si fatica a trovare una canzone davvero bella, quest'anno sul palco del Miccio sarà dura trovare la peggiore».
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