Sicurezza
Quel rendiconto mensile che Mover non fa
Romeo: «La società non lo invia, come da contratto, e nessuno ha mai controllato. Ma perché?»
VIAREGGIO. Per contratto, ogni mese, la società della sosta Mover - pubblico-privata - deve rendicontare al Comune cosa fa. «Ma questo non avviene», è la denuncia di Valerio Massimo Romeo, commissario prefettizio alla guida del Comune che a fine ottobre 2014 ha perso l’amministrazione in carica dal giugno dell’anno precedente. «E nessuno controlla», aggiunge Romeo che ieri ha detto la sua senza mezzi termini su come sono state lasciate andare le cose nei rapporti tra Comune e sue società partecipate. Il commissario punta il dito anche su quel milione e mezzo di lavori che Mover deve assicurare alla città, come da condizioni per la privatizzazione: «Un milione e mezzo che viene consumato in un attimo...», sottolinea Romeo.
E forse è il meno, per quanto il rebus Mover - dalla privatizzazione oggi - richieda pazienza e lo sguardo acuto di chi vede anche quello che gli altri non vedono per avere la speranza che possa essere sciolto.
Rebus che comincia da quel milione che il socio privato avrebbe dovuto versare al Comune al momento dell’ingresso nella società. Che fine ha fatto? «Se lo sono tenuti per i lavori da realizzare...», spiega il segretario comunale. Un breve giro di domande in Municipio e la risposta è servita: i lavori in questione sono quelli del parcheggio a silos dell’ex gasometro. Un’altra delle progettazioni che non hanno avuto alcun esito, tanto che lo stesso presidente di Mover, Paolo Casini, nel giugno 2014 (a due anni dalla privatizzazione) dichiarava al “Tirreno”: «Un intervento di riqualificazione per il parcheggio all’ex gasometro si farà sicuramente», ma non è detto che «il park a silos sia la soluzione più conveniente». La società - spiegava all’epoca l’amministratore delegato di Mover, Mario Del Pistoia - «ha già fatto predisporre un nuovo progetto». Dallo stesso dirigente dei lavori pubblici del Comune che lavorava in convenzione con la stessa Mover.
L’area dell’ex gasometro è stata portata in dote alla privatizzazione con tanto di stima che in consiglio comunale l’allora consigliere comunale, e poi sindaco, Leonardo Betti dichiarò a peso d’oro. Ma da allora è rimasta tale e quale. Ed il milione dovuto al Comune si è aggiunto ai tre e mezzo di aggio straordinario che nelle casse dell’Ente pubblico non sono mai finiti e sui quali l’azienda della sosta - una volta entrato il socio privato - ancora punta i piedi. (d.f.)
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