Il Tirreno

Versilia

Spara al commercialista per il Faruk

Spara al commercialista per il Faruk

Marina di Pietrasanta: imprenditore ricercato per avere esploso due colpi di pistola contro l’auto del professionista. Il motivo: due assegni protestati

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PIETRASANTA. Avrebbe sparato al suo commercialista per una questione legata alla discoteca Faruk. Per questo è ricercato da lunedì sera un imprenditore mantovano di 55 anni che davanti al casello autostradale di Modena Nord ha esploso due colpi di pistola contro l’auto di Andrea Capitani, mantovano anche lui.

«Solo quando ho visto i fori nell’auto - racconta il professionista all’indomani del grave atto di intimidazione - mentre la polizia stava facendo i rilievi, solo in quel momento ho capito il pericolo che avevo appena passato. Prima no, prima pensavo fosse solo un gesto da gradasso». Andrea Capitani racconta così l'origine e il retroscena di quei minuti di terrore vissuti l'altra sera al termine di un appuntamento che doveva portare a un chiarimento. Ora lo sparatore è ricercato dalla polizia e ha fatto sapere a un suo amico di non c’entrare niente, ma avrà parecchio da spiegare alla Squadra mobile di Modena. A partire da quella pistola calibro 7.65 che non poteva tenere: non ha il porto d'armi.

Racconta la vittima: «Quel signore l'ho conosciuto perché ha un ristorante a Viadana e mi ha chiesto di aiutarlo per il rilevamento del noto ex ristorante-locale di Marina di Pietrasanta, la celebre discoteca Faruk. Abbiamo fatto le pratiche di finanziamento, si è firmato l'accordo e così ha iniziato a gestire il locale con il figlio. Solo che allora ho capito che non tuto quadrava nella sua gestione».

Capitani sottolinea di avergli spiegato più volte che non voleva problemi e che aveva rilevato irregolarità che andavano sanate subito. «Anche perché il Demanio vuole solo concessionari specchiati - aggiunge - e così ho deciso di chiudere tutte le pendenze con lui. I problemi sono nati con i due assegni finali, da 5mila euro ciascuno, datimi da padre e figlio». Gli assegni, spiega il commercialista, erano scoperti e i due sono andati in protesto. «Quel signore l'altra sera mi ha chiamato mentre tornavo da La Spezia e si è lamentato perché il figlio era finito protestato e lo avrei rovinato io. Poi mi ha chiesto un appuntamento».

Ma quando Capitani è arrivato fuori Modena Nord, vicino al parcheggio del camping park, sulla strada per la tangenziale, è sbucata l'auto dell’altro che lo ha tallonato. «È sceso infuriato urlando. Ha attirato anche l'attenzione di due persone che ora sono testimoni. Poi ha tirato fuori quella pistola e me l'ha puntata. Mentre sbraitava, ha sparato un primo colpo a sinistra colpendo la carrozzeria vicino al serbatoio. Non contento, mi ha minacciato di nuovo sparando alla mia destra e colpendo una ruota. Ripeto: sono certo che voleva fare lo sbruffone per intimidirmi e non per uccidermi, ma è stato un gesto gravissimo», conclude il commercialista.

La polizia ha esteso le ricerche in tutta la penisola, concentrandole ovviamente anche in Versilia dove l’imprenditore (a Pietrasanta) aveva preso la residenza.

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di Redazione web