Il Tirreno

Versilia

scontro in confindustria

Nautica: Azimut e altre nove aziende lasciano Ucina

VIAREGGIO. Azimut Benetti lascia Ucina (Confindustria nautica) insieme da altri nove marchi del settore: Apreamare, Arcadia Yachts, Baia, Crn, Ferrettigroup, Maltese Spa, Marina di Varazze, Mase...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Azimut Benetti lascia Ucina (Confindustria nautica) insieme da altri nove marchi del settore: Apreamare, Arcadia Yachts, Baia, Crn, Ferrettigroup, Maltese Spa, Marina di Varazze, Mase Generators, Salpa. Lo “strappo” si consuma dopo un anno al fulmicotone intorno alla gestione e al futuro dell’associazione e del Salone della nautica di Genova. «Da tempo ormai non ci sentiamo più rappresentati da Ucina - si legge nella lettera di addio - pur essendo le nostre aziende realtà di rilievo per il prestigio internazionale della nautica italiana. Non siamo disposti ad alimentare una dinamica controproducente per tutto il settore attraverso un’associazione spaccata in opposte fazioni».

Il 2015 si è aperto con l’uscita di scena di Massimo Perotti, “patron” di SanLorenzo, a sei mesi dall’entrata in carica come presidente di Ucina. Una elezione che si era “scaldata” fin da subito con la brusca frenata proprio di Azimut che non entrò nel consiglio direttivo dell’associazione. A tre mesi dall’uscita di scena di Perotti, Ucina va in frantumi. E lo scontro ruota ancora intorno al Salone della nautica: «Riteniamo - continua la lettera - che il fine dell’Associazione non possa e non debba essere incentrato in via prevalente all’organizzazione del Salone di Genova. La nautica italiana, si merita ben di più: un’azione illuminata che dovrebbe diventare efficace a livello nazionale ed internazionale». E merita una rappresentanza diversa da quella di un manager (Carla De Maria) «che per quanto preparato e rispettabilissimo, è espressione organica di un importante gruppo straniero che ha solo minimi interessi in Italia ed i cui stabilimenti produttivi, livelli di impiego e creazione di indotto sono concentrati in un Paese concorrente del Sistema Italia. Che credibilità avremmo all’estero?».

La risposta di Ucina non si è fatta attendere: «Non si capisce come, a pochi giorni da un momento in cui si poteva ricostruire l'unità associativa, per ragioni incomprensibili o protagonismi personali, sia stata presa la decisione di danneggiare in modo aprioristico e consapevole un'Associazione consolidata e rappresentativa degli interessi generali e non individuali del mondo della nautica». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web