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La storia: mi pago gli studi con quei soldi

La storia: mi pago gli studi con quei soldi

CAMAIORE. Per qualche anno ha fatto il bagnino sulle spiagge di Viareggio, come tanti altri ragazzi versiliesi. Poi, però, ha deciso di lavorare di notte per poter avere più tempo per studiare. E...

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CAMAIORE. Per qualche anno ha fatto il bagnino sulle spiagge di Viareggio, come tanti altri ragazzi versiliesi. Poi, però, ha deciso di lavorare di notte per poter avere più tempo per studiare. E così ha cominciato a fare la stagione, come si dice in gergo, come portiere di notte in un hotel.

Maurizio Pardini, 24 anni, vive a Camaiore e sta studiando per ottenere la laurea specialistica in relazioni internazionali (facoltà di scienze politiche) a Pisa. Come tanti altri ragazzi della sua età si sta costruendo, o sta cercando di costruirsi, un futuro. E ha deciso di farlo sacrificandosi, e non poco, passando l’estate a lavorare dalle 21 alle 5 del mattino.

Ma quando gli fai i complimenti per questa scelta, non facile, lui si imbarazza e ti fa capire che sul piedistallo non ci vuole stare. «Non voglio sembrare un eroe, mi pagano per questo impiego e mi è sembrato la cosa migliore da fare - dice - certo, avrei potuto fare una scelta diversa e non impegnarmi nelle ore notturne. Ma non sono un figlio di papà, non ho la strada spianata. E poi in questo modo ho il giorno a disposizione per lo studio».

Del resto Maurizio è fatto così. È il classico bravo ragazzo, innamoratissimo della sua Eleonora, con cui sta insieme da cinque anni. Ma non è uno di quelli che ti fanno rabbia, perché sai che in fondo si sentono un po’ superiori a te. Maurizio si fa in quattro per sé e per gli altri, e non te lo fa pesare. Lo racconta come lo vive lui: con la massima serenità e normalità.

E con la stessa normalità, oltre a studio e impegno lavorativo, mette in campo la sua voglia di cambiare le cose che non vanno (e ce ne sono). Qualche anno fa, giovanissimo, mise in piedi quasi da solo una raccolta firme per avere un treno più decente da Viareggio a Pisa e viceversa: succedeva, infatti, che le carrozze fossero stracolme come sardine. E i pendolari facessero una vita d’inferno. Ha fatto, insomma, quello che tanti, troppi giovani ritengono una perdita di tempo: cercare di migliorare la vita quotidiana degli altri, partendo dalle cose apparentemente più banali.

Maurizio, poi, si è anche impegnato in un partito. «Ma ho lasciato, c’erano troppe cose che non mi piacevano. Parole, ma anche fatti».

Ora si appresta a ripartire con un contratto in un albergo. E la notizia della riduzione dell’assegno di disoccupazione ai lavoratori stagionali gli piomba un po’ tra capo e collo. «Questa storia mi lascia perplesso - dice - anche se sono abituato a non fare affidamento troppo sugli altri. Dovrò farmi i due conti, non sarà facile. L’anno scorso, a lavoro estivo finito, grazie alla disoccupazione ho percepito circa 1.600 euro in tutto: soldi che mi hanno fatto comodo, non c’è dubbio. Vediamo cosa succederà. Di sicuro mi tirerò su le maniche, come ho sempre fatto». (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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