Sicurezza
L’ira di duemila stagionali per l’assegno dimezzato
Scatta la mobilitazione contro la nuova indennità di disoccupazione Naspi La Cgil: chiederemo un incontro alle istituzioni, anche per chiarire alcuni punti
VIAREGGIO. Scatta la mobilitazione dei lavoratori stagionali della Versilia contro la nuova indennità di disoccupazione Naspi. La prospettiva di lavorare sei mesi in estate, ma di ricevere l’assegno solo per tre (e non per l’intero periodo come prima) ha fatto balzare sulla sedia più di duemila persone: tutta gente che, con un contratto di lavoro da aprile a settembre in bagni, hotel, ristoranti e così via, riusciva a tirare avanti un anno intero grazie alla vecchia disoccupazione (che copriva i sei mesi cosiddetti invernali).
Questi lavoratori, invece, dal 1º maggio - entrata in vigore della nuova indennità - si ritroveranno senza soldi da gennaio a marzo. A meno che chi li assume non decida di fare un contratto di otto mesi, che andrebbe a coprire i quattro restanti.
«È chiaro - afferma Massimiliano Bindocci, segretario della Cgil Versilia - che questa “sorpresa”, su cui ci eravamo già espressi in maniera negativa, non ci piace. Ci muoveremo per far sentire la nostra voce, facendo assemblee e chiedendo anche un incontro agli amministratori locali. In attesa che la circolare interpretativa dell’Inps faccia chiarezza».
Sulla nuova normativa, infatti, restano alcuni dubbi. Nell’articolo 5 del decreto approvato dal Governo, che introduce appunto la Naspi, si dice che «ai fini del calcolo della durata (della disoccupazione) non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione». Tradotto dal burocratese: se lavoro sei mesi quest’estate, e sei mesi ho lavorato l’estate scorsa ma prendendo già l’Aspi, il periodo che mi verrà conteggiato sarà appunto di sei mesi. Con pagamento dell’assegno per tre mesi. Se invece per il lavoro dell’estate scorsa non ho riscosso l’indennità - ipotesi alquanto improbabile - il periodo che mi verrà conteggiato sarà pari a dodici mesi, e quindi la Naspi mi verrà pagata per sei.
Secondo Bindocci, invece, le cose potrebbero non stare così. «La Naspi - dice il sindacalista - penalizzerà sicuramente i nuovi lavoratori stagionali, cioè quelli che avranno il loro primo contratto quest’estate. Ma non è detto che vada a penalizzare anche i “vecchi”, quelli che hanno avuto un contratto negli anni passati. Per cui potrebbe valere anche il periodo di lavoro degli ultimi 4 anni». Nel loro caso, insomma, la cosiddetta beffa arriverebbe dal prossimo anno. «Su questo punto aspettiamo che si faccia chiarezza - conclude Bindocci - per quanto ci riguarda non staremo fermi. La speranza è che nella legge di stabilità si rimedi a quello che, secondo noi, è un errore».
@matteotuccini
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