Il Tirreno

Versilia

Camaiore, meno tasse per hotel e bagni aperti in bassa stagione

Alessandro Bracci
Turisti sul pontile di Lido di Camaiore
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Turisti sul pontile di Lido di Camaiore

Il sindaco Del Dotto ha messo da parte 20.000 euro nel bilancio di previsione. L’idea è abbassare la Tari alle strutture che lavorano anche nei mesi meno caldi

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CAMAIORE. Sgravi fiscali o finanziamenti per hotel e stabilimenti balneari che stanno aperti più a lungo: è questa l’idea che sta balenando nella mente dell’Amministrazione comunale camaiorese, per incoraggiare le strutture del territorio ad allungare il loro periodo di apertura ben oltre la canonica alta stagione. La famosa “destagionalizzazione”.

La proposta è stata accennata dal sindaco Alessandro Del Dotto durante l’incontro tenutosi con gli operatori turistici locali nella sede della Coalve. Un passo deciso verso la promozione di quella destagionalizzazione su cui l’attuale amministrazione ha deciso da tempo di puntare con forza, ma che fino ad oggi ha trovato davanti a sé numerosi ostacoli a cui far fronte.

Rimangono ancora vaghi al momento i termini e i criteri di merito che potrebbero venire adottati nell’attuazione di questo piano: di certo c’è che nel bilancio di previsione in via di approvazione è stata stanziata una cifra iniziale vicina ai 20mila euro proprio per quanto concerne eventuali contributi per la destagionalizzazione. Resta ancora da capire con esattezza se si tratterà di veri e propri mini-finanziamenti, oppure di sgravi sulle tasse che ogni struttura del genere si trova annualmente a dover pagare.

Da quel poco che trapela dalle stanze di Palazzo Civico, si andrà con tutta probabilità verso la seconda soluzione, con sconti sulle imposte per coloro che resteranno aperti anche in bassa stagione. Ma che tipo di sconti? E su quali tasse? Difficile che si possa abbassare la quota comunale Imu (che inoltre porterebbe pochi vantaggi, dato che nella maggior parte dei casi tali strutture non sono di proprietà di chi le gestisce), mentre pare molto più verosimile che si possano andare a snellire le spese sui rifiuti effettuando sgravi sulla Tari.

Una soluzione pensata e studiata soprattutto a vantaggio degli albergatori (sebbene si stia cercando di allargarla, una volta definita, anche ai balneari), sempre più soggetti a veri e propri salassi fiscali che rischiano di stroncare irreversibilmente la sopravvivenza del turismo locale. «Da tempo chiediamo di rivedere le quote della Tari per le nostre strutture - dice Maria Bracciotti, presidente degli albergatori di Lido - Sarebbe giusto rivedere le quote della tassa sui rifiuti che ad oggi si riferisce all’arco temporale dei 12 mesi, quando la maggior parte degli alberghi lidesi rimane aperta solamente da aprile ad ottobre».

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