Sicurezza
Appello al Comune «I cavi dell’Enel vanno tutti interrati»
La richiesta dei cittadini dopo i blackout per la tempesta «Così la rete sarebbe più sicura e il paesaggio più bello»
FORTE DEI MARMI. Sono state davvero tante le famiglie che nei giorni successivi alla tempesta del 5 marzo hanno dovuto sopportare lunghi giorni (e notti) senza energia elettrica, senza riscaldamento e tutte quelle cose che fanno più comoda la nostra esistenza. La ragione era chiarissima per tutti fin dai primi momenti: i pali dell’illuminazione a bassa tensione sono venuti giù quasi tutti, un po’ trascinati nelle rovinose cadute a terra dei pini, un po’ per cedimento spontaneo sotto le raffiche dei venti, magari per l’anzianità di servizio. E così con pali a terra e fili avvolti nelle chiome degli alberi era difficile che si potesse sistemare tutto in poche ore.
Enel ha fatto del suo meglio, e di questo bisogna dargliene atto, ma a molti cittadini del Forte non è sfuggito un dettaglio: mentre le linee delle case erano ancora sospese e in taluni casi lo sono state per parecchi giorni anche dopo il disastro, l’illuminazione pubblica funzionava senza soluzione di continuità e senza dare segni di problemi, anche quando qualche lampione per il vento o i soliti alberi era finito a terra. Anzi ci sono stati casi curiosi come in via Milano dove le abitazioni erano tutte senza corrente, mentre i lampioni, anche stesi a terra, continuavano a fare il loro dovere adagiati lungo il marciapiede tra i pinugliori.
«Il mistero è presto spiegato – spiegano in municipio – perché in realtà le linee dell’illuminazione pubblica sono tutte, da tempo, interrate e quindi la furia del vento e gli alberi nella loro caduta, non hanno potuto fare nulla. Ben diverse le linee aeree sui pali del servizio privato che si intersecano con effetti estetici anche molto discutibili nella vippissima Forte, e che hanno fatto le spese del disastro determinando tanti problemi alle famiglie. Tutt’oggi, facendo due passi tra le strade del Forte, con l’energia elettrica ripristinata a tutti appare però chiarissimo che la rete cittadina della bassa tensione dovrà essere rifatta. Dovranno essere messi i nuovi pali e tirati di nuovo i cavi in maniera che non ci siano difficoltà ad erogare l’energia elettrica, perché adesso basterebbe poco per rimettere tanti al buio. Così, in molti si sono domandati e lo stanno chiedendo con insistenza all’amministrazione perché mai il Comune non prende accordi con Enel e invece di rifare la rete elettrica tutta fuori terra con i soliti pali non realizza la rete comunale di distribuzione dell’energia elettrica a bassa tensione interrandola come è stato fatto per la rete pubblica. Non sarebbe neanche una novità assoluta perché ci risulta che qualche tratto interrato già esiste, magari finanziato dai privati (si dice l’abbiano fatto dei russi proprietari di ville) che non volevano antiestetici cavi volanti. «Il Comune – spiegano i cittadini - farebbe bene a valutare questa possibilità visto che a giugno o giù di lì sembra che Enel ripartirà a sistemare definitivamente quanto ha finora riparato in stato di emergenza. Il Comune da tempo ha finanziato interventi straordinari anche per i contatori di Gaia e quindi potrebbe anche finanziare la stesura di una rete sotterranea di bassa tensione elettrica che porterebbe due importanti vantaggi: il primo sarebbe una rete più sicura e meno attaccabile dagli eventi atmosferici, e il secondo sarebbe assolutamente migliore sul piano estetico, perché sparirebbero moltissimi e inutili pali a favore di una rete più moderna ed efficiente.
Angelo Petri
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