Italia
Matteo Garrone: che bella Viareggio ci girerò un film
Il regista di “Gomorra” ritira il premio alla carriera di Europa Cinema e scherza con il commissario Romeo
VIAREGGIO. «Sono incantato...non ero mai stato a Viareggio. E la deformazione professionale mi porta a fantasticare già la location. Perché mi piace lavorare in posto dove sto bene... E qui si vede il mare»: Matteo Garrone, il regista di "Gomorra" e di altre opere apprezzate e premiate, ritira a Viareggio il premio della manifestazione Lucca Film Festival-Europa cinema, con proiezione all'Eden del suo "L'imbalsamatore". Garrone parla con tutti e scherza con il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo che gli racconta i debiti della città e le difficoltà incontrate in Municipio: «Forse potremmo intitolare il film “Le urla del commissario”...Eccola la storia». Poi, parlando del film che è venuto a presentare e discutere con il pubblico, racconta «l'atmosfera magica, un po' da fiaba nera contemporanea». E ci scappa anche un'anticipazione dell'opera alla quale sta lavorando: «Sono fiabe del Seicento che sto cercando di portare alla dimensione reale».
Ed è ancora botta e risposta con Romeo, che ha definito le opere di Garrone «un nuovo realismo». Il realismo - commenta il regista, quasi come parlando con se stesso, «Il realismo mi sta sempre un po' stretto... Però sono in minoranza, perché tutti la pensano come te». Romeo accetta il confronto e anche nelle parole ufficiali, una volta nella sala dell’Eden, il linguaggio è quello di una bella serata: «Garrone è molto simpatico e soprattutto mi piace la sua semplicità». La semplicità di chi maneggia l’arte e - come si dice - non se la tira, condividendola anzi con gli altri.
Serata finale della manifestazione che da quest’anno si è collegata al Lucca Film Festival per sopravvivere, con l’impegno di Giulio Marlia, dirigente della cultura a Viareggio destinato al pensionamento. «Ma, commissario, non ce lo mandi», è l’appello che lancia il direttore del Lucca Film Festival, Nicola Borrelli. Che annuncia, per il prossimo anno, «grosse novità anche per Viareggio».
Alla città è diretto il messaggio di Stefano Baccelli, presidente della Provincia: «Credo che si debba ripartire dalla cultura e Viareggio non ha niente da imparare su questo terreno. Non c’è da inventare niente per far ripartire Viareggio, se non valorizzare il patrimonio della città. È da questo che si riparte.
Magari anche tenendo in considerazione le parole di Romeo: «Lucca e Viareggio devono essere unite, anche se non si amano. Perché Viareggio non può pensare di farcela da sola».
Peccato solo per la sala del cinema semivuota, con la presenza dei soli giovani coinvolti nella manifestazione. Quando non c’è la politica le manifestazioni culturali cittadine non sono più una passerella intorno alla quale trovare posto alle richieste di questo e quello, in piccoli cerchi chiusi. E dunque non resta che disertarle. Davvero un brutto segnale...
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