Sicurezza
La rivalsa degli avvocati: il Comune pagherà di più
Dopo la sentenza sul contenzioso parla il legale di Orzalesi e Dalle Luche: adottando le tariffe standard l’amministrazione di Pietrasanta ci rimetterà
PIETRASANTA. Una vicenda che rappresenterà “un notevole aggravio per le casse comunali” quella che vede contrapposti i due legali del Comune, Marco Orzalesi e Massimo Dalle Luche, e l’amministrazione Lombardi. Ad affermarlo, dopo che il giudice del lavoro su un contenzioso economico fra le parti aveva dato ragione all’Ente, l’avvocato Roberto Pagliuca che tutela gli interessi di Orzalesi e Dalle Luche. «L'accordo del 2003 – fra Comune e i due avvocati, ndr - rispondeva all'esigenza di un sostanziale risparmio di spesa per l’amministrazione in quanto i due legali avrebbero potuto pretendere in forza del tariffario professionale e del regolamento vigente compensi professionali di importo molto più elevato. Tutti gli atti successivi posti in essere anche dall'attuale amministrazione – fa sapere Pagliuca - avevano confermato la validità di tale accordo; tant'è che nel 2012 veniva liquidata ai legali la metà dell'ammontare dovuto proprio in forza di tale accordo, con l'espresso impegno di provvedere al saldo nel 2013. Per arrivare alla prima contestazione occorre aspettare il 2014 e solo nell'ambito del giudizio promosso dai legali; si tenga presente che il giudizio era stato preceduto da molti solleciti inviati all’amministrazione. Anche in sede giudiziaria i legali del Comune si sono sentiti moralmente e deontologicamente vincolati all'accordo del 2003; si tenga conto che l'attività professionale dagli stessi espletata aveva sortito risultati decisamente positivi per il Comune. Questo atteggiamento degli amministratori ha una conseguenza: l'esercizio del diritto dei 2 legali al pagamento dei maggiori compensi previsti dal tariffario professionale, con notevole aggravio per le casse comunali. Peraltro, mentre il Comune negava in sede giudiziaria la validità dell'accordo, contemporaneamente pretendeva che Cav e Comuni consorziati si facessero carico delle somme derivanti dall'applicazione dell'accordo stesso; richiesta singolare da parte di un’amministrazione che non si ritiene obbligata al pagamento di tali importi per la nullità del relativo accordo. Da ultimo, si precisa che la condanna alla restituzione di 44mila euro costituisce una mera svista del Giudice dato che sono state prodotte in causa le determine dirigenziali con le quali si dà atto dell'avvenuto integrale recupero della somma da parte del Comune a seguito di compensazioni con altri crediti maturati dai 2 legali».
Luca Basile
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