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Il camaiorese che tradusse il Corano

Il camaiorese che tradusse il Corano

Lo straordinario primato di padre Ludovico Marracci raccontato in un libro

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CAMAIORE. “Il Corano e il Pontefice - Ludovico Marracci tra la cultura islamica e la Curia Papale" è il titolo del volume che riunisce i saggi presentati nei convegni di Lucca e Roma e curato da Gian Luca D'Errico, che sarà presentato al Museo di Arte sacra di Camaiore, terra natale di padre Marracci, domani alle 16,30, a ingresso libero.

L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco Alessandro Del Dotto e a presentare il volume di D’Errico, alla presenza del curatore, saranno padre Davide Carbonaro, segretario generale Ordine della Madre di Dio, Umberto Mazzone dell'Università di Bologna e Giovanni Pizzorusso dell'Università di Chieti-Pescara.

Nel quarto centenario della nascita di Ludovico Marracci - chierico regolare della Madre di Dio nella Curia pontificia del XVII secolo - L'Ordine a cui apparteneva ha organizzato una serie di eventi, invitando studiosi a riprendere la riflessione sul ruolo di questa eminente figura del Seicento, nota soprattutto per essere stato il primo traduttore del Corano, utilizzando fonti arabe. Le competenze in campo linguistico di Marracci erano note e riconosciute, tanto che gli venne assegnata la cattedra di lingua araba all'Università La Sapienza di Roma, affidatagli direttamente dal pontefice Alessandro VII nel 1656, incarico che il padre ricoprì per 43 anni e che lasciò all'età di 88 anni.

Marracci, inoltre, ricoprì diverse cariche nel corso di tutto il Seicento, nelle congregazioni romani: da consultore del Sant'Uffizio a revisore di libri per la Congregazione dell'Indice ed è stato il confessore di Innocenzo XI Odescalchi, nonché suo teologo.

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