Italia
A Viareggio arrivano i commissari del ministero per gestire il dissesto
Il presidente della repubblica firma il decreto di nomina dell'organismo straordinario di liquidazione
VIAREGGIO. Dopo quasi sei mesi dal quel 2 ottobre 2014 che ha segnato la dichiarazione del dissesto dei conti del Comune, votata in consiglio comunale, finalmente per oggi, lunedì 23 marzo, è atteso il decreto di nomina dei componenti dell’Organismo straordinario di liquidazione.
A firmarlo sarà il presidente della Repubblica, al quale arriva la proposta di nomine dal ministero dell’interno. Tra i tre indicati viene dato per certo il nome di Quirino Cervellini, ispettore del ministero dell’economia (Mef), che con Luciano Cimbolini, il quale ha firmato la relazione ispettiva su Viareggio, ha lavorato quando si è trattato di mettere mano ai conti della Provincia di Firenze presieduta all’epoca da Matteo Renzi.
Nel gennaio scorso erano stati i revisori dei conti del Comune (presidente Daniele Limberti con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano) a chiedere, mettendolo a verbale, «di conoscere se la nomina dell’Organo di liquidazione sia da ritenersi completa ed, in mancanza, quali siano le cause che ostano alla sua formazione».
Tenuto conto che l’Osl (il quale ha competenza relativamente a fatti ed atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello dell'ipotesi di bilancio riequilibrato) provvede alla rilevazione della massa passiva;all’acquisizione e gestione dei mezzi finanziari disponibili ai fini del risanamento anche mediante alienazione dei beni patrimoniali; alla liquidazione e pagamento della massa passiva. Azioni necessarie perché l’Ente pubblico in dissesto torni a rivedere la luce.
In realtà un primo decreto di nomina dei componenti dell’Osl c’era stato a fine novembre scorso. Salvo poi scoprire, ad un passo dall’insediamento dei componenti, che uno era stato da poco indagato e l’altro era incompatibile in quanto rappresentante di un Ente creditore del Comune stesso.
A decreto annullato, era fallito anche il secondo tentativo, ancora per la non idoneità dei nomi scelti. Il terzo decreto, infine, si è ritrovato ad essere pronto nel bel mezzo del cambio di inquilino al Quirinale, Con tutti i ritardi immaginabili. Nei giorni scorsi era stata la senatrice Manuela Granaiola (Pd) a tornare alla carica per avere certezze in materia di tempistica della nomina. Oggi, salvo sorprese dell’ultimo minuto, ci siamo.
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