Il Tirreno

Versilia

Rapinava a colpi di martello, condannato a quattro anni

Wilson Parenti
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Wilson Parenti

Wilson Parenti si era reso protagonista di almeno due aggressioni a Viareggio: le vittime erano finite all’ospedale dopo le martellate alla testa e all’addome. Il tribunale ha ribadito che dovrà restare in carcere

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CAMAIORE. È stato condannato a quattro anni Wilson Parenti, 36 anni, originario del Brasile e residente a Camaiore, per le rapine compiute a colpi di martello ai danni di almeno tre persone.

Parenti era stato arrestato alla fine dello scorso novembre dai carabinieri di Lido di Camaiore, che gli dettero la caccia per un mese dopo le aggressioni del 30 ottobre. Una notte in cui Parenti - secondo la ricostruzione degli inquirenti - seminò il panico a Viareggio, prendendo a martellate e spedendo in ospedale inermi cittadini.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la notte del 30 ottobre, in via Leopardi a Viareggio, Parenti aggredì un uomo che stava rientrando a casa: dopo avergli dato una martellata in testa e una al volto, il ladro gli aveva sottratto lo zainetto portacomputer e lo aveva lasciato dolorante a terra.

Poco dopo, in prossimità della chiesa di Don Bosco, Parenti aveva aggredito una coppia, un ragazzo ed una ragazza, che si trovavano all’interno della loro auto. Con lo stesso martello da muratore l’uomo aveva prima infranto il vetro anteriore sinistro della macchina, e poi aveva cercato di afferrare il ragazzo per farlo uscire dalla vettura. Ne nasceva così una colluttazione nella quale il rapinatore, in stato di alterazione - i militari sostengono fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti - colpiva ripetutamente il ragazzo all’addome.

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Proprio in quel frangente, però, passava per strada una pattuglia dei carabinieri di Lido: i militari inseguirono il rapinatore solitario per alcune centinaia di metri, ma il bandito riuscì a far perdere le proprie tracce approfittando del buio. I carabinieri a quel punto soccorsero la coppia appena aggredita, e grazie anche al supporto fornito da una pattuglia del Nucleo radiomobile, riuscirono a recuperare la refurtiva della prima rapina. Il 27 novembre, infine, i militari della stazione di Lido, dopo ricerche durate alcune ore, riuscirono a rintracciare Parenti mentre si trovava in piazza D’Azeglio. L’uomo fu arrestato e portato in carcere a Lucca.

Nei giorni successivi, a Parenti fu contestata anche la ricettazione: secondo i carabinieri, infatti, vendeva opere d’arte rubate. In particolare, i militari trovarono in suo possesso un’opera di Lanfranco Orlandi, copia del “San Matteo e l’Angelo” di Caravaggio, che era stata rubata in ottobre dalla chiesa di San Pietro a Torre del Lago. L’opera era poi stata restituita alla parrocchia.

Ieri, nell’udienza di fronte al giudice Riccardo Nerucci, Parenti è stato condannato a quattro anni e due mesi di cacere (la Procura aveva chiesto sei anni). Rimarrà recluso a San Giorgio.

 

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