La manifestazione
Strage, testimoni sfoltiti e processo al giro di boa
Prossima udienza il primo aprile e saranno ascoltati ancora familiari delle vittime Il nodo dei tedeschi in aula e delle traduzioni da organizzare al meglio
VIAREGGIO. Un’udienza giro di boa, quella di ieri al Polo fieristico di Lucca, dove da quasi un anno e mezzo di tiene il processo per il disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009. Trentadue morti, gli ustionati sopravvissuti ancora alle prese con controlli e cure mediche, quarantuno imputati tra persone fisiche e imprese italiane ed esterne, una schiera di avvocato tra difensori e legale di parte civile, due pm e tre giudici, da quindici mesi impegnati ogni mercoledì nella ricerca della verità sul disastro ferroviario più grave nell’Italia del dopoguerra.
La Procura, guidata dal Procuratore capo Aldo Cicala e rappresentata in aula dai sostituti Procuratori Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, ha scelto di tagliare drasticamente i propri testimoni, Gli avvocati delle parti civili hanno acconsentito, ieri, alla sforbiciata mantenendo ferma la volontà che siano ascoltate dal Collegio (presidente Gerardo Boragine con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) le parti lese nelle persone dei familiari più prossimi a chi non c’è più da quella maledetta notte.
Così, nella prossima udienza fissata per il primo aprile, racconteranno di Federico Battistini, giovane autista Clap morto insieme alla moglie Elena Iacopini e ai genitori di lei, lo zio Carlo Beretti e la madre, Luciano Beretti, tra le protagoniste più battagliere della lunga lotta che i familiari delle vittime conducono da quasi cinque anni. Restano, tra i testimoni, tutti i consulenti delle parti civili, compreso l’ingegnere Fabrizio D’Errico (che lavora al Politecnico di Milano), il quale ha realizzato insieme ad un altro tecnico una ricostruzione animata del disastro ferroviario.
Resta da definire al presenza in aula dei testimoni di lingua tedesca. Il presidente del Collegio ha chiesto la disponibilità delle date per organizzare il servizio di interpretariato adeguato alle esigenze di tradurre un linguaggio super tecnico. I difensori (Jungenthal e Gatx) si sono impegnati a portare una risposta per l’udienza del primo aprile. Risposta che dovrebbe arrivare loro dopo la riunione che hanno annunciato fissata ad Amburgo per la giornata odierna.
L’inevitabile fase caotica di un processo così complesso sembra aver virato verso quel maggiore ordine che Boragine ha sempre richiesto, pur dovendo fare i conti con un’aula difficile da “domare” anche nelle più semplici regole processuali.
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