La manifestazione
Stop dalla Provincia alla centrale sul Serra
Negato il via libera a uno dei due impianti per la produzione di energia e richiesto un approfondimento sulle criticità segnalate nell’inchiesta pubblica
SERAVEZZA. L’inchiesta pubblica, al contrario di quello che in molti dicevano, è stata determinante. La centralina idroelettrica sul fiume Serra non si costruirà. Almeno per ora. La Provincia ha infatti bocciato il progetto – presentato prima da Italbrevetti Spa, e portato avanti da Enerproject Srl – sulla base delle criticità emerse proprio nell’inchiesta. L’azienda però ha 120 giorni di tempo per correggere e implementare il progetto, e ripresentarlo. Mentre c’è ancora suspense per l’impianto idroelettrico del Vezza (il più potente dei due), sul quale la Provincia non si è ancora espressa. Ma che tuttavia – data la somiglianza dei progetti - non è escluso che venga anch’esso cassato.
In oltre un mese di incontri (nel novembre 2014) alle Scuderie Medicee i membri della commissione di inchiesta e poi i cittadini avevano fatto le pulci al progetto. Poi c’era stata anche una raccolta firme con circa 500 sottoscrizioni. E ora il provvedimento dell’ufficio Difesa del Suolo della Provincia che ha bocciato il progetto nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale: la procedura con la quale la Provincia rilasciava l’autorizzazione. L’ente ha ritenuto «di non poter rilasciare la compatibilità ambientale relativa al progetto allo stato degli atti in assenza di uno studio ambientale che affronti e chiarisca le criticità emerse nell’inchiesta pubblica e nell’istruttoria» si legge nella determina della provincia il 13 marzo. Però non è dato sapere a quali criticità si faccia riferimento.
Erano state molte le perplessità emerse negli incontri pubblici. Tra le più importanti quella relativa al deflusso minimo vitale, ma anche alle opere pubbliche in compensazione, i presunti danni alla flora adiacente ai fiumi; non meno il rotolamento dei solidi sul letto del fiume e il suo lavaggio, e la relazione con la marmettola. L’impianto infatti funziona attraverso una vasca di raccolta dell’acqua a monte (in questo caso sopra la cascata della Desiata), un tubo che porta a valle l’acqua raccolta (di circa un chilometro) e la vera e propria centralina che produce energia con la forza dell’acqua.
Era stato il Comune di Seravezza, che tuttavia aveva fatto richiesta alla Provincia di aprire la procedura di inchiesta pubblica. Proprio per permettere alla maggior parte dei cittadini di esprimersi in merito, informarsi maggiormente, e sviscerare tutti gli aspetti del progetto insieme a tecnici esperti.
«Va detto grazie a Seravezza che ha voluto l’Inchiesta pubblica, e al movimento civico che ha stimolato la partecipazione e ha acceso il riflettore su più aspetti» ha detto il consigliere di minoranza di Stazzema Gian Piero Lorenzoni. È lui che ha reso nota prima di tutti la decisione della Provincia.
Tuttavia da parte dei cittadini che si erano fatti promotori della raccolta firme contro le centraline rimane ancora una perplessità. Perché, si domandano, concedono ulteriori 120 giorni per ripresentare una nuovo progetto?
Staremo a vedere in attesa che, come recita la determina della Provincia, sia implementata «a documentazione necessaria a valutare e o mitigare gli impatti delle criticità evidenziate».
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