Il Tirreno

Versilia

grazie ai medici e all’intervento dell’elicottero della guardia costiera

Sta meglio il sessantaduenne colpito da influenza suina

Sta meglio il sessantaduenne colpito da influenza suina

VIAREGGIO. Arriva al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per una grave insufficienza respiratoria, legata ad un’infezione del virus H1N1 (la cosiddetta influenza suina). E per il suo trattamento...

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VIAREGGIO. Arriva al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per una grave insufficienza respiratoria, legata ad un’infezione del virus H1N1 (la cosiddetta influenza suina). E per il suo trattamento si rivela decisivo anche l’intervento dell’elicottero della Guardia costiera. Ora il paziente - un sessantaduenne - sta bene. E il direttore dell’Emergenza-urgenza del “Versilia” Stefano Buzzigoli ringrazia i militari per il supporto dato.

«Il paziente - spiega il dottor Buzzigoli - era stato trasferito in un primo momento nella Rianimazione di Pescia per temporanea mancanza di posto letto nella nostra terapia intensiva. Per ulteriore peggioramento clinico, la Rianimazione di Pescia poco dopo contattava la Rianimazione universitaria Vecla di Milano, centro all’avanguardia per il trattamento delle insufficienze respiratorie che necessitano di ossigenazione extracorporea. Immediatamente da Milano un’ambulanza speciale, con attrezzature dedicate anche all’ossigenazione extracorporea, rendeva possibile il ricovero al Vecla. Effettuata l’ossigenazione con successo e con netto miglioramento clinico, e contattata dai rianimatori di Milano, la nostra terapia intensiva si rendeva disponibile ad accogliere il paziente. In tale circostanza, vista l’indicazione ad effettuare un trasporto rapido in un paziente ancora non del tutto stabilizzato e l’impossibilità di ricorrere all’elisoccorso della Regione Toscana - che avrebbe sguarnito per troppo tempo la postazione di emergenza - abbiamo contattato la Guardia costiera. In questo modo, con un elicottero della Guardia Costiera di Luni, il paziente è stato trasferito nella nostra terapia intensiva per prosecuzione di terapia e quindi inviato in Alta intensità pneumologica, dove il paziente è ben seguito, sta bene e tra non molto potrebbe essere dimesso».

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