Parco e Provincia nel 2005: la Morina va trasferita
Ma l’impianto di compostaggio di Sea risorse è ancora al suo posto Ed oggi attende di ottenere la valutazione di impatto ambientale
VIAREGGIO. Nel 2003 era la “dote” che “Biofertil”, azienda di Paolo Del Pistoia, portava al Comune di Viareggio per partecipare alla gara di parziale privatizzazione di Sea risorse, l’azienda dei rifiuti che si occupa della raccolta differenziata. Nel gennaio 2010 era già diventato da tempo un problema ambientale, tanto che la Provincia di Lucca e l’Ente Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli autorizzavano l’attività «purché si proceda con gli atti e le procedure, peraltro già avviate, per trasferire l'attività al di fuori delle aree soggette al Piano per il Parco». Siamo alla Morina, impianto di compostaggio di Sea risorse, autorizzato per trattare 25.000 tonnellate l’anno di scarti di verde. E al centro di ripetute ispezioni di natura ambientale da parte di Arpat e dei tecnici della stessa Provincia, competente per le autorizzzioni.
La determina della Provincia numero 483 del 27 gennaio 2010 è considerata la prima autorizzativa dell’attività dell’impianto che risulta avere (fonte Arpat) un periodo di validità che parte dal 10 luglio 2000. Ma viene specificato proprio dal Parco che l’impianto deve essere spostato. E non sono solo chiacchiere: perché a Sea risorse viene prescritto di presentare una relazione sullo stato di avanzamento del procedimento di trasferimento, con cadenza semestrale a partire da entro un mese dal rilascio dell'autorizzazione. Relazione che - scrive la Provincia (dirigente Roberto Pagni) deve essere presentata «entro 30 giorni dalla data di notifica del presente atto».
Il tempo passa, gli odori che si levano dalla Morina (è stato Arpat ad accertarlo) ammorbano la città, e si arriva al 25 marzo 2014, data di un atto di intimazione nei confronti di Sea risorse, nel quale si legge che «l'impianto di messa in riserva e compostaggio in località La Morina della Sea risorse risulta gestito in maniera non conforme alle disposizioni di legge e alle prescrizioni impartite con gli atti di autorizzazione». Insomma, la Morina - gioiello di famiglia nella privatizzazione della società pubblica - un anno fa era fuorilegge. Tra le contestazioni che vengono mosse quella per cui «non risulta soddisfatta la prescrizione di cui al punto 7 della determina dirigenziale numero 483 del 27 gennaio 2010», ovvero la presentazione della relazione sul trasferimento. In quattro anni Provincia, Parco, Arpat, Asl, Comune non si sono accorti che la Morina - in quegli stessi anni controllata, ricontrollata, oggetto di campagne stampa e di migliaia di proteste - era ancora al suo posto, ancorché fuorilegge...
Oggi che si attende la valutazione ambientale che la Provincia deve rilasciare, c’è da chiedersi se Palazzo Ducale verrà ancora meno alla propria prescrizione, vecchia di cinque anni, sullo spostamento dell’impianto, mai avvenuto e contestato perfino nella diffida dello stesso Ente pubblico. Oppure Sea è in grado di essere contemporaneamente non in regola e autorizzata con un vero e proprio gioco di prestigio?
Donatella Francescon
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