Il Tirreno

Versilia

I Comuni fanno causa a Poste per la chiusura dell’ufficio in collina

di Marco Pomella
I Comuni fanno causa a Poste per la chiusura dell’ufficio in collina

Il caso di Valpromaro sarà discusso lunedì prossimo in un consiglio comunale congiunto ad Orbicciano

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CAMAIORE. Massarosa e Camaiore dichiarano guerra a Poste Italiane. Con due delibere di giunta dell'11 marzo scorso, approvate a pochi minuti di distanza l'una dall'altra, i due Comuni affidano un incarico all'avvocato Gabriele Melani con un preciso scopo: stoppare la chiusura dell'ufficio postale di Valpromaro, a cavallo tra i due Comuni, anche per mezzo del ricorso al Tar.

Le delibere, sostanzialmente identiche, autorizzano infatti il sindaco «a promuovere l’azione giudiziale nei confronti di Poste Italiane S.p.A per opporsi al provvedimento del 4 febbraio, notificato al Comune il giorno dopo, con il quale è stata disposta la chiusura dell’ufficio postale sito in località Valpromaro, frazione il cui territorio è sito in parte all’interno del Comune di Massarosa e in parte all’interno del Comune di Camaiore». Insomma i due Comuni cercano un disperato ultimo tentativo per opporsi alla chiusura dell'ufficio postale in collina, ricordando bene che due anni fa non ci fu verso di salvare l'ufficio postale di Casoli, né tanto meno quello di Pitoro, chiusi sempre per volontà della direzione generale di Poste a Firenze. Allora, come oggi, i comitati cittadini sono scesi in piazza a protestare. E oggi, forse più che allora, le due amministrazioni fanno quadrato attorno ai loro cittadini e partono per una battaglia comune. Sia Camaiore che Massarosa hanno affidato l'incarico all'avvocato Gabriele Melani, legale dell’Uncem Toscana, che si è reso disponibile ad istruire le pratiche per i ricorsi al Tar.

Proprio per fare il punto della situazione i due Comuni hanno anche convocato un consiglio comunale aperto e congiunto, in programma lunedì alle 21 al ristorante “Al Pioppo” di via della Cava 93/a a Orbicciano. All’attenzione dell’assemblea un ordine del giorno contro la chiusura dell’Ufficio Postale di Valpromaro, prevista nel piano di razionalizzazione di Poste Italiane Spa. «Il Consiglio Comunale è l’occasione per rimarcare la vicinanza dell’Amministrazione alle Seimiglia: l’Ufficio Postale deve rimanere aperto. Poste Italiane deve capire che non può risparmiare, togliendo servizi essenziali per i cittadini. L’azienda inoltre dimostra un inaccettabile atteggiamento istituzionale: attendiamo ancora una risposta alla nostra richiesta di informazioni, inoltrata ormai settimane fa» commenta il sindaco Del Dotto. Gli fa eco il sindaco di Massarosa. «Il servizio postale - ribadisce Franco Mungai - è stato riconosciuto da una sentenza come un servizio di carattere “universale” di natura quindi sostanzialmente pubblica nonostante la sua veste formalmente privatistica. Come tale deve essere quindi assicurato su tutto il territorio nazionale e a prezzi accessibili a tutti».

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