Il dolore
Stroncato dalla legionella a 38 anni
La vittima è un noto barista che ha lavorato in alcuni locali della Passeggiata di Viareggio e Lido di Camaiore
VIAREGGIO. E' morto una settimana prima del suo trentottesimo compleanno. Stroncato con ogni probabilità dal batterio della legionella. Alfredo Sinisi - un barista di trentotto anni originario della Basilicata ma da quasi vent'anni residente a Massarosa e molto conosciuto anche a Viareggio e Lido di Camaiore dove ha lavorato in alcuni dei bar più noti della Passeggiata - se ne è andato lunedì 16 nel lettino del reparto di rianimazione dell'ospedale Careggi di Firenze dove era ricoverato in coma da una decina di giorni.
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Il calvario di Alfredo Sinisi era iniziato un paio di mesi fa, quando si era operato all'ospedale Versilia per una fistola. Un intervento banale, di routine, quello a cui si era sottoposto alla fine di gennaio. E che in un primo momento sembrava non aver dato luogo a controindicazioni di sorta. Tuttavia, una volta tornato a casa, erano cominciati i primi guai. Dapprima Alfredo aveva accusato una brutta febbre che sembrava legata ad una forte influenza e che lo aveva costretto a letto per molti giorni. Poi, visto che la febbre non accennava ad andarsene e ipotizzando che l'influenza si fosse trasformata in una broncopolmonite, i medici avevano disposto il ricovero all'ospedale Versilia. Ma anche qui le cose non erano affatto migliorate. Tanto che ne era stato disposto il trasferimento nel reparto di terapia intensiva per essere costantemente monitorato. Infine, una decina di giorni fa, quando le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate, nel cuore della notte era stato deciso il trasferimento in elicottero all'ospedale fiorentino di Careggi. Qui, sedato e tenuto in coma farmacologico, la scorsa settimana aveva dato segnali di un timido miglioramento che avevano fatto sperare familiari e amici in una suo possibile recupero.
Ma l'ottimismo si era dovuto nuovamente scontrare con la dura realtà quando, pochi giorni fa, il quadro clinico è nuovamente peggiorato. Fino a precipitare nelle ultime ore di domenica, quando il suo cuore e i suoi organi hanno continuato ad indebolirsi sempre più fino al drammatico epilogo di lunedì mattina. Anche se sarà l'autopsia – disposta dagli stessi medici dell'ospedale di Careggi e in programma fra oggi e domani – a stabilire una volta per tutte se la morte è dovuta alla legionella.
La notizia della morte di Alfredo Sinisi si è rapidamente diffusa in Versilia. Il barista lucano, infatti, nei quasi vent'anni vissuti a Massarosa – dove viveva in una casa in pieno centro – ha lavorato in alcuni fra i più rinomati bar della Passeggiata di Viareggio e di Lido di Camaiore, facendosi ben volere sia dai clienti che dalle tante persone che hanno lavorato gomito a gomito con lui. Arrivato dalla Basilicata in cerca di un impiego, Alfredo era stato assunto dapprima come stagionale al bar La Fiorentina, dove era rimasto per oltre dieci anni. Poi, alcuni anni fa, si era trasferito a Lido di Camaiore, dove aveva fatto alcune stagioni al bar Cristallo, di fianco al Pontile.
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«Un ragazzo serio sia sul lavoro che nella vita», lo ricorda Marco Bianchi, patron di Ideal Party e fino allo scorso anno titolare proprio del bar Cristallo. «Un ragazzo in gamba, di quelli con la testa sulle spalle. Era un piacere lavorarci insieme», aggiunge Consuelo Suarato, che dopo averci lavorato insieme era diventata anche sua amica. «Una persona splendida, con cui condividevo la passione per la musica e quella per Vasco Rossi in particolare», prosegue Beppe Pastorelli, una delle persone con cui Alfredo aveva maggiormente legato. Col cambio di gestione del locale, Alfredo era nuovamente tornato a lavorare a Viareggio. Tanto più che al bar gelateria 22 in Passeggiata dove lo avevano chiamato gli avevano finalmente offerto un contratto a tempo indeterminato. Negli ultimi tempi, poi, a vivere con Alfredo era arrivato il fratello, anche lui giunto in Versilia dalla Basilicata. I due abitavano insieme a Massarosa. Una sorta di ricongiungimento familiare di cui Alfredo era molto felice. Fra l'altro in estate a far loro visita venivano anche il padre e la madre, che approfittavano della bella stagione per godersi un po' il mare della Versilia e stare in compagnia dei due figli maschi (Alfredo ha anche una sorella). Poi, come un fulmine a ciel sereno, sulla vita di Alfredo è piombato l’incubo della legionella. Che in due mesi se l’è portato via.
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