Il Tirreno

Versilia

Primi aiuti per le case «Ma serve fare di più»

di Valentina Landucci
Primi aiuti per le case «Ma serve fare di più»

L’appello dei sindaci della Versilia: «Danni enormi, intervenga lo Stato» Ecco come funzionerà l’erogazione dei fondi per le abitazioni lesionate

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CAMAIORE. Tre milioni di euro da distribuire alle famiglie con un Isee sotto i 36.000 euro annui che hanno subito danni alla propria abitazione di residenza (prima casa) fino a un massimo, per ciascuno, di 5.000 euro di contributo a fondo perduto. Sono queste le cifre del provvedimento con il quale la Regione Toscana intende venire incontro alla popolazione colpita dalla tempesta del 5 marzo. Un primo stanziamento di risorse da dividere tra i vari Comuni colpiti dal maltempo «in misura proporzionale al numero delle segnalazioni di danno» si legge nel provvedimento varato dalla Regione.

E già si intuisce che i soldi no basteranno per tutti. Lo sanno bene i sindaci della Versilia in queste ore alle prese con la conta degli edifici scoperchiati o lesionati dalla furia del vento: strutture pubbliche, imprese private e naturalmente case. Che a Forte dei Marmi sono 4000, a Camaiore rischiano di arrivare a 8000, a Pietrasanta 9000 solo per fare una prima parziale stima.

«È un inizio ed è positivo - commenta il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto - ma i 3 milioni di euro non basteranno. Non solo: contemporaneamente alle famiglie bisogna assicurare la necessaria tutela alle imprese che hanno subito enormi danni. Qualcuno si occupi delle aziende. Ho già scritto al governatore della Toscana Rossi perché si apra un tavolo di confronto con gli istituti bancari e si possa dare il via a iniziative a favore delle imprese come la sospensione di una o due annualità di rate per mutui e prestiti». Del Dotto ha in mente, anzitutto, le serre scoperchiate e i terreni agricoli spazzati via dal vento «dove si rischia di non lavorare più - afferma - se non si prendono provvedimenti».

Che per ora però non sono arrivati. Per ora ci sono i soldi della regione per le case. Il resto si vedrà. E la cosa preoccupa, non poco, anche il sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi. «Abbiamo avuto mediamente il 30% di case danneggiate sul territori, con punte del 40% nella sola Marina di Pietrasanta - spiega Lombardi - E poi ci sono le attività produttive, gli edifici pubblici e il patrimonio ambientale. Faccio un appello, come sindaco di Pietrasanta, ma credo di interpretare il pensiero di tutti i sindaci della Versilia: serve la dichiarazione dello stato di calamità. Qui c’è un territorio con un’intera economia in ginocchio . Quello della Regione è un primo segnale importante ma il grosso deve farlo lo Stato».

Ma come funzionerà l’erogazione degli aiuti previsti dalla Regione? Il provvedimento appena adottato disciplina solo in parte il meccanismo stabilendo le cifre massime: 3milioni totali a fondo perduto per un massimo di 5mila euro per ciascuna famiglia con Isee non superiore a 36mila euro. Ma saranno in realtà a i Comuni a definire i parametri di assegnazione degli aiuti in base sia alle tipologie di danno subito sia a eventuali diverse soglie di Isee (più basse di quella massima prevista dalla Regione). L’aiuto regionale non potrà essere cumulabile a eventuali indennizzi assicurativi e servirà solo a coprire le spese per «il ripristino strutturale degli immobili destinati a prima abitazione e delle loro pertinenze».

I danni saranno autocertificati dai cittadini, cosa che per la verità è già cominciata con la distribuzione delle schede di censimento della Regione tramite i comuni. Schede che dovranno essere riconsegnate entro il 3 aprile data dalla quale poi scatterà la ripartizione delle risorse della Regione ai Comuni e quindi l’eventuale erogazione degli aiuti alle famiglie.

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