Sicurezza
Il Comune vince la causa contro i suoi legali
La sentenza del giudice del lavoro dà torto agli avvocati Orzalesi e Dalle Luche che dovranno restituire all’ente la somma di 44.000 euro
PIETRASANTA. Quell'accordo individuale, relativo alla determinazione dei compensi fra Comune ed avvocati dell’ente e stipulato con l’allora sindaco Massimo Mallegni, non era e non è valido. Di conseguenza, ai legali in questione non resta che restituire quanto già incassato a suo tempo. La sentenza del giudice del lavoro, Luigi Nannipieri, del tribunale di Lucca, scrive, con ogni probabilità, la parola fine sulla lite giudiziaria in corso fra gli avvocati del Comune, Marco Orzalesi e Massimo Dalle Luche, e la stessa amministrazione Lombardi.
Il nodo del contendere? Il riconoscimento di 88 mila euro - di cui 44 mila euro già versati - ai due legali: riconoscimento, però, come noto, rigettato da Lombardi&co. Da qui il braccio di ferro, con tanto di decreto ingiuntivo pendente sugli attuali amministratori che si è concluso, qualche giorno fa, a favore dell'Ente.
Querelle che si innesca per il contenzioso riguardante il sistema integrato di smaltimento Rsu Versilia: il Comune affida ad un legale esterno e ancora a Orzalesi e Dalle Luche la propria difesa - siamo nel 2001 - con un'intesa di fondo che prevedeva la liquidazione dei minimi tariffari, qualunque fosse stato l'esito dei giudizi, nella misura del 90% all’avvocato esterno e del restante 10% a Orzalesi e Dalle Luche. Appunto 88 mila euro e spiccioli. Dopo aver ottenuto la prima rata, però, il Comune – siamo nell’era Lombardi - si oppone al pagamento della seconda. Il motivo? Perché quel pagamento, era la tesi di palazzo, non poteva prescindere dalle condizioni previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva, fra queste una sentenza favorevole all'Ente. Che in quel particolare processo non c'era stata. In poche parole, la tesi della giunta Lombardi era che i due legali, con la precedente amministrazione, avevano raggiunto un accordo individuale sui compensi e che quell'accordo non aveva ragione di esistere. Il resto è storia nota: il decreto ingiuntivo contro il Comune per il pagamento della seconda metà di quanto reclamato e il pronunciamento del Giudice del lavoro che dando ragione al Comune - l'attribuzione dei compensi professionali agli avvocati dipendenti interni può esserci solo in caso di sentenza favorevole all'ente - ha sentenziato non solo la revoca del decreto ingiuntivo opposto e il no al pagamento della seconda rata, ma ha condannato i due avvocati alla restituzione al Comune di 22mila euro a testa. Oltre agli interessi di legge.
Luca Basile
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