Il Tirreno

Versilia

Sul Triangolino resta il vincolo: senza asse niente porto turistico

di Donatella Francesconi

Nessuno ha fatto i passi necessari con la Regione per arrivare a superare la restrizione imposta nel 2007 dal ministero dell’ambiente. E quella concessione oggi non ha alcun valore

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VIAREGGIO. Dieci milioni in moneta sonante sul conto del Comune per l’acquisto delle azioni della Viareggio Porto, anni 2007-2008, quando si affaccia in città la cordata rappresentata da Ferragamo ad aggiudicarsi società e progetti per i nuovi porti turistici di Madonnina a Triangolino. Nel 2009 una sentenza del Consiglio di Stato dà lo stop alla gara dall’apertura delle buste in poi e dispone che da lì si riparta per la nuova aggiudicazione. Se così non fosse andata ed il socio privato avesse messo mano ai lavori per la costruzione dell’approdo del Triangolino, con tanto di progetto ben pagato dal soggetto pubblico, non avrebbe potuto spostare neppure un sasso. Perché sulla trasformazione del “deserto” Triangolino in porticciolo turistico c’è un vincolo del ministero dell’ambiente, inserito nel Piano regolatore portuale datato quello stesso 2007 nel quale si cercava un socio privato che a Viareggio desse credito. Un vincolo che persiste a tutt’oggi e che pesa come un macigno sul valore della Viareggio Porto avviata al fallimento.

Perché la concessione del Triangolino non ha valore, proprio grazie al vincolo in base al quale i lavori della Darsena turistica del Triangolino potranno essere avviati «solo a seguito della approvazione delle progettazione definitiva della porzione dell’asse di penetrazione urbano per il collegamento tra via Pisano e via Indipendenza». Esattamente il pezzo attualmente mancante, a causa del contenzioso ultradecennale con la Fervet, che oggi vive un’ennesima puntata avendo scelto l’amministrazione del commissario prefettizio di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Toscana che ha dato ragione alla proprietà di Fervet.

Dal 2007 ad oggi si sono succeduti: l’ultimo anno di amministrazione Marcucci, quattro anni di amministrazione Lunardini, un anno di commissario prefettizio (Domenico Mannino), quindici mesi di amministrazione Betti. E nessuno ha sciolto il nodo che lega come un cappio Triangolino e asse. Come conferma al “Tirreno” Fabrizio Morelli, da quasi due anni segretario dell’Autorità portuale regionale: «Quel vincolo può essere eventualmente rimosso fatti gli approfondimenti dei caso. Ma fino a che permane l’area del Triangolino non è utilizzabile». Alla domanda se il confronto con l’amministrazione Betti avesse portato qualche passo in avanti, Morelli risponde: «Di fatto tutto era rimasto nella fase delle intenzioni».

Dunque, chi eventualmente avesse in mente di farsi avanti come eventuale partner del Comune si troverebbe a che fare con il vincolo: «Certo - sottolinea Morelli - la condizione di mercato cambia. Anche se, essendo la durata della concessione ancora lunga...magari si risolve». Il che non significa che la condizione in cui si trova il Triangolino non vada inevitabilmente considerata «un bel vincolo per eventuali interessati alla Viareggio Porto».

Alla domanda su come si possa affrontare il toro per le corna e chi lo debba fare, tra Comune, Regione e Authority, Morelli risponde pronti: «Anche tutti e tre...». Contando sul fatto che l’unione possa fare la forza. Certo è, aggiunge il segretario dell’Autorità portuale, che «il mio obiettivo è quello di un nuovo Piano regolatore portuale che non abbia prescrizioni che non dipendano dalla stessa Authority».

Per chi, invece, stesse valutando l’ “occasione” Viareggio Porto è chiaro che, se anche Ferragamo e la sua cordata forse non sapevano del vincolo, oggi che sulla costruzione del Triangolino c’è un “tappo” è chiaro. E viene da chiedersi se sia solo inefficienza, cialtronaggine, politica che non decide, o se nel lasciare tutto così non siano intervenuti ben altri fattori.

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