Gioco
Niente accordo con il pasticcere che voleva i fondi sotto le tribune
VIAREGGIO. Sembrava cosa fatta e l’accordo era nell’aria perché la notizia circolava da inizio 2015: per il Viareggio calcio si era fatto avanti un finanziatore dalla Lombardia e la squadra ci...
VIAREGGIO. Sembrava cosa fatta e l’accordo era nell’aria perché la notizia circolava da inizio 2015: per il Viareggio calcio si era fatto avanti un finanziatore dalla Lombardia e la squadra ci puntava molto. Ma la scorsa settimana l’intesa è saltata. E l’imprenditore del settore dolciario, che aveva annunciato l’intenzione di partire da Viareggio e dallo stadio dei Pini per lanciare il suo prodotto anche nel centro Italia, ha annunciato di non essere più interessato.
Eppure i rapporti con la società si erano sviluppati anche in materia di futuro dello stadio viareggino, che molto bene non è messo. L’idea era quella di mutuare lo spirito del fu progetto del nuovo stadio (all’epoca dell’Esperia), agendo in misura molto ridotta ma per far sì che la struttura della Darsena avesse qualche attrattiva in più, oltre il semplice terreno di gioco-gradinate.
Era stato ipotizzato - così si racconta negli ambienti calcistici - di poter ricavare sotto le tribune alcuni fondi da destinare, per esempio, ad un negozio di abbigliamento sportivo, ad un ufficio, ad uno studio di fisioterapia. Con l’intento di sfruttare la struttura a tutto tondo, anche senza ambire alla costosissima costruzione di un nuovo stadio, progetto coltivato dall’Esperia calcio all’epoca dell’amministrazione del sindaco Lunardini. Uno scenario che non potrà non tornare - un po’ “fantasma dello stadio” invece che dell’Opera - nella campagna elettorale che è appena iniziata. Con tanto di collegamento al tracciato dell’asse di penetrazione e futuro dei confini del Parco naturale che più di una forza in corsa per il Municipio vorrebbe rivedere e non da ora.
Intanto, alla squadra resta un imprenditore di Santa Croce e la speranza che un salto nella categoria superiore possa attirare investitori. Oggi più che mai necessari visto che c’è da rimboccarsi le maniche non solo sul campo, ma anche fuori per quella gestione dell’impianto che il Comune sta per transitare nelle mani delle associazioni che lo utilizzano. (d.f.)
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