Il dolore
il caso piscina
VIAREGGIO. O le associazioni che li gestiscono se li prendono in carico, in tutto e per tutto, oppure il Comune li chiude. Questo il futuro dei sette impianti sportivi che la Viareggio Patrimonio ha...
VIAREGGIO. O le associazioni che li gestiscono se li prendono in carico, in tutto e per tutto, oppure il Comune li chiude. Questo il futuro dei sette impianti sportivi che la Viareggio Patrimonio ha in concessione e che stanno per tornare al Comune, ora che la società è stata dichiarata in liquidazione. Gli atti sono in fase di definizione - così si apprende in Municipio - e chi gestisce gli impianti, tra i quali i due stadi di Viareggio e Torre del Lago, è già stato contattato dagli uffici competenti e ha già risposto che provvederà in proprio. Anche perché alternative non ce n’erano.
Una volta che le concessioni saranno rientrate nella disponibilità dell’amministrazione comunale, al momento rappresentata dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo e dai suoi sub commissari, sarà necessario che il Comune proceda con un bando. Per assegnare le strutture, secondo criteri ben definiti, a chi dovrà gestirle completamente, manutenzioni comprese. Un problema, questo, che non è cosa da poco soprattutto per stadio dei Pini e stadio Ferracci che sono tra gli impianti nelle condizioni peggiori.
La formula con la quale gli impianti andranno ai candidati che il Comune riterrà maggiormente idonei è ancora nella fase della valutazione. Ma le ipotesi sono comodato o concessioni di servizi. Formule che molte altre amministrazioni comunali hanno scelto, in Italia, strette tra chiusura degli impianti e gestione affidata nelle mani dei privati. I quali, una volta accettato, decideranno come meglio sfruttare le strutture, affinché il ricavato possa sostenere l’attività che vi viene svolta. A costo zero per l’amministrazione che non verserà più nemmeno un euro, neppur per gli “acciacchi” strutturali.
Nei bilanci del Comune in dissesto è stata fatta, per il futuro, una previsione di due milioni di oneri di urbanizzazione in entrata. Da destinare - secondo la scelta indicata al momento, perché comunque vada da giugno entrerà in carica un’amministrazione che sarà espressione della politica - alla manutenzione delle scuole cittadine. Quelle che - lo ha raccontato il “Tirreno” attraverso gli atti del Comune che si racconta siano all’attenzione degli inquirenti - ben altri interventi avrebbero dovuto dimostrare, data la mole di appalti e denaro che - almeno sulla carta - vi sono stati impegnati. Perché alla fine la “coperta” a Viareggio è sempre troppo corta: gli impianti sportivi cadono a pezzi, mentre delibere e determine raccontano quanto si è impegnato sulla messa a norma degli edifici scolastici che oggi si scoprono aver bisogno di nuovi interventi mentre i luoghi dove si fa sport continuano a cadere a pezzi. Niente, insomma, è casuale. Lungo questa catena infinita che tiene insieme fiumi di denaro e forse è per questo che è così difficile da spezzare.
Se non fosse che - almeno stando alla documentazione richiesta in Municipio in questi mesi - dopo l’ispezione del Mef (che si fa finta di dimenticare) non si può davvero non vedere, neppure foderandosi gli occhi dell’immancabile prosciutto.
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