Il Tirreno

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Carnevale di Viareggio

I conti del Carnevale passati al setaccio: «Ecco dove risparmiare»

I conti del Carnevale passati al setaccio: «Ecco dove risparmiare»

Due professionisti fanno le pulci al bilancio della manifestazione e puntano il dito sulle spese per circuito, pulizia, personale e struttura

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VIAREGGIO. Risparmiare sui conti del Carnevale si può. E non necessariamente solo tagliando il numero dei carri e delle mascherate. A sostenerlo sono due giovani ingegneri con studio professionale alle Bocchette e con una grande passione per la festa più amata dai viareggini.

I due - Giacomo Veronesi e Marco Szorenyi – rispettivamente quaranta e trentanove anni – si sono armati di pazienza ed hanno spulciato voce per voce il bilancio preventivo dell'edizione del Carnevale appena conclusasi. Traendo le proprie conclusioni. E inviando il frutto del loro lavoro al commissario della Fondazione Stefano Pozzòli e alla stampa.

Circuito “caro”. Il primo punto su cui i due professionisti viareggini si soffermano sono i costi relativi all'allestimento del circuito dei carri, stimato in sede di preventivo in 760mila euro. “Sotto tale voce – scrivono - compaiono cifre secondo noi difficilmente comprensibili, che meriterebbero quanto meno spiegazioni un poco più dettagliate. Per esempio alla voce “noleggi, consumi e allestimento” corrisponde un costo preventivato pari a €. 95.000. Sarebbe interessante capire quali sono le cose che necessitano di noleggio, consumo ed allestimento, soprattutto per tali importi. Ancora meno comprensibile è la voce relativa a “operai per montaggio e smontaggio circuito” pari a 90mila euro. Considerando che il costo orario medio lordo di un operaio si aggira intorno ai 30 euro, risulterebbero computate 3000 ore lavorative ovvero 10 operai specializzati che lavorerebbero 8 ore al giorno per più di 37 giorni lavorativi. Ma alzi la mano chi ha visto 10 operai per 37 giorni lavorativi, 8 ore al giorno, in Piazza Mazzini a montare e smontare tribune”.

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Il salasso Sea. Veronesi e Szorenyi analizzano poi i costi del suolo pubblico e soprattutto della Sea. “Per il suolo pubblico la Fondazione paga al Comune di Viareggio 21mila euro. Questa è una delle partite di giro come, ad esempio, il “canone Cittadella” (105 mila euro) e il rimborso spese per i vigili urbani (quest'anno pari a zero ma per il quale fino all’anno scorso venivano stanziati 23mila euro). Per la “pulizia” si prevedono costi pari a 80 mila euro. Consideriamo a tal proposito quanto dichiarato alla stampa dalla presidente Sea Gemma Borin in merito alle spese inerenti le feste rionali. Tali spese, secondo la presidente Borin, sarebbero ammontate a 12.860 euro per 11 sere di pulizia considerando, per ogni sera, la presenza di 2 operatori a terra e di un autista (con relativo mezzo) per 5,50 ore notturne. Ebbene, per un costo di €.80.000, applicando le medesime tariffe (anche se sarebbe lecito supporre costi inferiori per un ente pubblico, oltretutto azionista della società), si ottiene che per ogni corso mascherato dovrebbero essere utilizzate l’equivalente di 28 operatori a terra e 14 operatori autisti muniti di relativo mezzo, sempre per una durata del servizio pari a 5,50 ore notturne. Sono cifre realistiche o è lecito aspettarsi consistenti risparmi sotto questa voce?»

Personale del circuito. Ci sono poi i costi relativi al personale impegnato all’interno del corso. «La voce più cospicua all’interno della categoria circuito è senz’altro quella relativa agli “addetti recinti e casse”, pari a 110mila euro. Sul sito della Fondazione è riportata la comunicazione per le domande da inoltrare ai fini dell’assunzione temporanea in qualità di “personale agli ingressi del circuito”, dove si rendevano disponibili 38 posti retribuiti al lordo con 75 euro per 8 ore di lavoro ciascuno. Ciò comporterebbe una spesa totale per tale personale, considerando 5 corsi, pari a 14.250 euro. Sarebbe pertanto da meglio specificare da quali voci particolari risultino determinati i restanti 96mila euro, dato che, facendo un calcolo inverso, tale cifra corrisponderebbe all’impiego (alle medesime condizioni) di circa 255 persone in più alle 38 suddette, per ogni corso».

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Ma non ci sono solo cassieri, sorveglianti e portieri nel mirino dei due professionisti. «La voce “personale amministrativo straordinario” - scrivono - assorbe risorse per 20mila euro. Chi è compreso in questa voce, dato che per il personale della Fondazione si prevede in bilancio una specifica voce (compresi contributi previdenziali) pari a circa a 437 mila euro ? Inoltre, sia sotto la categoria “circuito” che sotto la categoria “organico” sono presenti due voci descritte come “consulenze” che ammontano rispettivamente a 21mila e 24mila euro; vengono di solito fatti dei bandi per selezionare i professionisti necessari o si procede per assegnazione diretta degli incarichi? Tale domanda vorremmo estenderla a tutte le altre voci già citate, chiedendone un eventuale dettaglio».

Capitolo Cittadella. Su questo fronte «la voce che più salta all’occhio è senz’altro il canone Cittadella pari a 105mila euro. Si suppone che tale cifra dovrebbe essere versata dalla Fondazione al Comune di Viareggio: un'altra partita di giro. La manutenzione costa alla Fondazione 70mila euro. Quali voci particolari ed in quale misura esse concorrono al raggiungimento di tale cifra, considerando l’effettivo stato manutentivo della struttura?»

Telefono bollente. E ancora. «Alla voce “posta, telefono, ecc..” si evidenzia una cifra abnorme di 10mila euro a cui vanno sommate altri 2mila euro per “spese di telefonia mobile” a cui si sommano altri 18 mila euro per “spese varie” e 9mila per “spese sede”, per un totale di 39 mila euro. Sarebbe importante sapere la composizione delle voci indicate genericamente come “spese” ovvero procedere alla razionalizzazione di spese ad oggi ormai facilmente contenibili quali le spese telefoniche.

Fondazione da mezzo milione. L’analisi non risparmia poi i conti della struttura organizzativa. «La Fondazione Carnevale – scrivono i due ingegneri - costa 541mila euro. Sembra difficile giustificare come il Carnevale possa impegnare per 12 mesi all’anno un numero tale di dipendenti, come il bilancio evidenzia. Viviamo oggi un momento drammatico della storia comunale; nei prossimi mesi dovranno essere tagliate innumerevoli voci di spesa ovvero servizi talvolta primari per una comunità. E’ immaginabile, in tale contesto, pensare di dover a tutti i costi mantenere una struttura così costosa? Con ciò sia ben chiaro, non si vuole affermare che il Carnevale vada tagliato, tantomeno penalizzato in modo particolare; non potrebbe essere il momento giusto per cercare di riportare tutta la funzione amministrativa all’interno della già esistente macchina comunale, riducendo quindi in modo sensibile tali spese? La funzione organizzativa potrebbe essere affidata ad organismi più snelli come il vecchio Comitato Carnevale ma certamente non più delegata ad un ente che assorbe una tale quantità di risorse».

I consumi della Cittadella. «Anche sotto questa categoria si trova una voce “consumi” evidentemente diversa da quella prima analizzata: che consumi sono? Si nota inoltre curiosamente che per la gestione del museo/Cittadella si prevede una spesa di 20mila euro (“spese organizzazione visite” e “spese accoglienza musei”) a fronte della voce “entrate cittadella” pari a 13mila euro. Perché stanziare più di quanto sia la relativa voce di entrata?»

Non tagliamo i carri. Giacomo Veronesi e Marco Szorenyi traggono poi le proprie conclusioni. «Come dimostra la voce relativa alle entrate, i costi per le costruzioni risultano completamente coperti dalla singola voce “incasso biglietteria corsi mascherati”. Diciamo questo perché è innegabile il rapporto diretto tra l’affluenza di pubblico (e quindi gli incassi) e la qualità dello spettacolo offerto, di cui le costruzioni sono l’unico fattore determinante. Diminuire la quantità delle costruzioni sarebbe come, per esempio, eliminare alcune attrazioni fondamentali ad un parco divertimenti come Disneyland mantenendo o aumentando i prezzi degli ingressi. La Fondazione costa da sola quanto 4 carri grandi e uno piccolo: è mai possibile che l’unica voce oggetto di discussione pubblica sia sempre e solo quella relativa al numero dei carri da eliminare?»

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