Il Tirreno

Versilia

Centro congressi, da fine settembre via ai licenziamenti

di Donatella Francesconi
Centro congressi, da fine settembre via ai licenziamenti

Il liquidatore Riccardo Cima ha scritto a tutti i lavoratori spiegando le gravi difficoltà in cui versa la società

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VIAREGGIO. Se lo stabilimento balneare del Centro congressi aprirà i battenti per la stagione estiva, per i dipendenti della società Viareggio Versilia Congressi saranno comunque gli ultimi mesi di lavoro per la struttura del Comune. Il liquidatore Riccardo Cima ha infatti scritto a tutto il personale una lettera per informarli sullo stato della liquidità della società, del pagamento degli stipendi, e sul fatto che la comunicazione vale come «preavviso di cessazione del rapporto di lavoro a far data dal 30 settembre 2015».

La società è in liquidazione dal 2011 e da allora si sono succedute un pezzo di amministrazione Lunardini, il governo del commissario prefettizio Domenico Mannino, l’amministrazione di Leonardo Betti, il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. Bocce toccate: zero. E viene da pensare a come sia ipotizzabile che qualcuno possa davvero governare la città se non si riesce neppure a governare una liquidazione.

«Se avessimo certezze per la stagione 2015 ad oggi in cassa ci sarebbero minimo 75.000 euro - scrive Cima ai dipendenti -. E quindi avremmo potuto pagare regolarmente gli stipendi e programmare i lavori necessari per l'apertura della struttura (fra tre settimane è Pasqua, e normalmente a metà marzo si iniziavano i lavori di apertura della struttura assumendo tre stagionali)». Certezze non ce ne sono e, dunque, «la società è in crisi di liquidità con in cassa 7.700 euro, con stipendi da pagare per circa 9.000 euro. In attesa di avere un incontro con il socio Comune di Viareggio vi comunico che utilizzerò tutte le somme in cassa e provvederò al pagamento di circa 80% delle vostre retribuzioni».

Il liquidatore ritiene che «sarebbe non conveniente per il socio decidere di non fare la stagione 2015 e quindi perdere incassi per circa euro 700.000 euro. Ma devo anche evidenziare - scrive Cima - le grosse difficoltà che ci sono per aprire». A cominciare da quella di incassare quanto dovuto dall’affittuario di bar e ristorante «in quanto lo stesso sostiene che non provvederà al pagamento fino a quanto non avrà certezze sulla stagione 2015, perché nel caso in cui la stagione non si farà, ritiene di essere a credito per danni, ed ha già fatto un lettera il suo legale in tal senso».

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