Il dolore
Tasse record a Pietrasanta Il Comune: non è vero
L’assessore Ferrieri corregge i dati Cisl: «Qui ci sono tante seconde case» Il sindaco invece sottolinea l’obbligo di recuperare il disavanzo ereditato
PIETRASANTA. I cittadini di Pietrasanta sono i più tartassati della Toscana alla voce imposte locali. Lo dice uno studio Fnp Cisl che scrive di un’imposizione media pro-capite, fra Imu, Tasi e addizionale Irpef, nel 2013 pari a 1.314 euro. Decisamente molto di più rispetto anche a città come Firenze, 948 euro, per non parlare di Capannori, il comune meno tassatore della Toscana, dal basso dei suoi 500 euro scarsi a persona Tesi e numeri però rigettati dall’assessore Daniela Ferrieri. «I dati reali attestati dal bilancio sono altri: non sappiamo quali criteri siano stati presi in considerazione dallo studio della Cisl. In ogni caso l'importo complessivo Imu nel 2013 ammonta a 15.903.559 euro (di cui 4.249.567 trattenuti dallo Stato); l’Irpef a 1.855.000 euro e la Tares (tassa rifiuti) a 9.025.970. La loro somma divisa per 24.237 cittadini rileva una pressione tributaria pari a 1.105 euro, ben diversa da quei 1.314 euro che appaiono nella statistica della Cisl – 1105 euro classificherebbero comunque Pietrasanta al secondo posto su scala regionale, subito dietro Viareggio, ndr -. Il dato Imu poi andrebbe approfondito: l'importo complessivo di Pietrasanta con un quasi 30% di seconde case non può essere considerato alla stregua di altre città non turistiche. Infatti, dividendo il totale delle entrate fiscali per il numero dei residenti, si ottiene un dato che non tiene conto del fatto che una gran parte delle tasse (Tares compresa) le pagano i cittadini non residenti. L’imposizione fiscale sui residenti – prosegue Ferrieri - è in realtà molto più bassa: sulla Tasi (prima casa) abbiamo lavorato molto perché la pressione scendesse e così è stato anche per la Tari. Infatti nel 2014 a Pietrasanta l’incidenza di queste imposte è fra le più basse della Versilia. Riguardo poi la tutela delle fasce più bisognose ricordo che il Comune si è fatto promotore di accordi con i sindacati, che hanno coinvolto anche altre amministrazioni versiliesi, per l'estensione delle agevolazioni e riduzioni sulla tassazione locale. Su questi aspetti il tavolo di confronto rimane aperto».
Fin qui Ferrieri, mentre il sindaco Lombardi spiega perché a Pietrasanta si pagano più tasse rispetto alle altre città della Toscana. «A condizionare la pressione fiscale c’è la necessità di recuperare il disavanzo generato dalla precedente amministrazione che ci ha obbligato a un rientro, oneroso, concordato con la Corte dei Conti. Ad ogni modo, già nel 2014, la nostra imposizione è calata. Senza dimenticare che con l'introduzione dell’Imu i Comuni hanno fatto da esattori dello Stato».
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